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L' ARTE IN SARDEGNA
Musica
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MARIA
CARTA
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Siligo
(SS) 1934 -
Roma 1994
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Maria Carta è
nata nel Logudoro, a Siligo (Sassari) il 24 giugno 1934,
da una famiglia di lavoratori. Ha passato linfanzia,
come ogni bambino della sua condizione, aiutando nel lavoro
la famiglia, ma anche prestando attenzione vivacissima alle
tradizioni della sua gente. Fin da bambina quindi ha appreso,
insieme con le fatiche e la durezza dellesistenza,
la cultura ed i canti della sua terra, che ha cominciato
a produrre nellambito della tradizione più
attenta e severa, controllata dai vecchi, depositari di
secolari, se non millenarie melodie.
Maria Carta univa ad un temperamento forte una sensibilità
profonda e delle particolari capacità vocali: doti
che hanno fatto di lei un autentica artista. Il passaggio
da riproduttrice dei canti tradizionali ad interprete finissima
è stata una tappa obbligata del suo itinerario artistico
che lha spinta ad allargare il settore delle ricerche
direttamente sul campo, anche nelle regioni della Sardegna
limitrofe a quella in cui è nata e dove ha passato
linfanzia (Barbagia, Gallura, Campidano), raccogliendo
una grande quantità di canti-alcuni dei quali sarebbero
altrimenti andati perduti che sono entrati a far parte del
suo repertorio. È proprio sul metodo di raccolta
dei canti che è stata incaricata di tenere un corso
come professore a contatto presso lUniversità
di Bologna nellanno accademico 1990/1991. Lesigenza
di unelaborazione filologica e musicologica dei materiali
apparve imprescindibile allartista, che ne ha curato
lapproccio metodologico presso il Centro Studi di
Musica popolare dellaccademia di Santa Cecilia in
Roma.
In Maria Carta si sintetizzavano quindi due momenti particolari:
il canto di memoria, cioè lautentica tradizione
antica vissuta in prima persona e linterpretazione
mediata dallacuta sensibilità dellartista
che, attraverso una voce profonda, dal timbro di contralto,
prevalentemente drammatica, carica di vibrazioni e di elementi
espressivi era capace di attirare fortemente lattenzione
del pubblico e trasmettergli le sue emozioni.
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Queste
due anime presenti insieme in Maria Carta hanno fatto di
lei un elemento eccezionale, capace, pur nel rispetto della
tradizione, di fornire sempre nuove interpretazioni. La
sua esigenza non era solo quella di ridurre, ma ad ogni
concerto era quella di ricreare. Ne nacque un patrimonio
culturale nuovo ed antico allo stesso tempo, personalissimo,
sottolineato dalle doti di musicalità tipiche della
Carta ed alla sua emozione interna, vissuta, sofferta, come
può derivare solo da un profondo sentire, e da una
partecipazione in prima persona a quanto di volta in volta
proponeva, dopo che i suoni e le parole erano diventati
parte integrante di lei.
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Un altro
aspetto della personalità artistica di Maria Carta
è stata la sua attività di poetessa.
Ha pubblicato il volume Canto rituale, Roma,
Coines, 1975. Si tratta di una serie di componimenti su
uomini e paesaggi della Sardegna, sulla sua civiltà,
le sue contraddizioni, i suoi traumi, la sua disgregazione,
le sue passioni. Il vigore delle espressioni, lincisività
del linguaggio, il lirismo delle immagini, la cultura profonda
e matura che si nota attorno ad ogni fatto narrato, lemozione
che viene trasmessa al lettore posto di fronte a cose viste
e misurate con locchio, a suoni fatti propri e riprodotti
con la mediazione della sensibilità del poeta, sono
le caratteristiche di questo libro, che raccoglie un centinaio
di poesie autonome ma che è contemporaneamente un
poema unitario. Fra Maria Carta cantante e Maria Carta poeta
cè stata una continuità culturale ed
artistica che si è manifestata nellesteriorizzarsi
della tragicità: le poesie non concedono nulla ai
lati piacevoli della vita, è solo la disperazione
di tempi perduti di società dissolte di istituzioni
e consuetudini sociali superate, di condizioni di vita inumane,
di passioni inappagate, di uomini strappati alla loro terra-
che ha fatto cantare il poeta e ha ispirato alla cantante
espressioni artistiche e interpretative tutte personali
che si rinnovano ogni volta e ogni volta erano dolorosamente
patite.
Queste sue esperienze sono state apprezzate oltre che in
Italia (manifestazioni promosse dal Teatro alla Scala di
Milano nel 1991, concerti a Caracalla per il teatro dellOpera
di Roma nel 1992, anche in tutto il mondo dove ha portato
i canti della sua terra: dal Festival di Avignone (1980)
alla cattedrale di St. Patrick di New York (1987), dalla
cattedrale di St. Mary di S. Francisco (1988), da Philadelfia
allAmerica Latina, alla cattedrale cattolica di amburgo
(1989): dal Giappone allIndia allAustralia,
dalla Basilica di San Severin allOlimpya e al Thèatre
De La Villoe di Parigi a Lyone ( tre stagioni teatrali
1986/1988). Ha portato i suoi canti anche nei paesi dellEst
esibendosi nelle sedi teatrali più prestigiose tra
cui al teatro Bolshoj di Mosca ( 1975).
Ha svolto anche attività cinematografica e teatrale
recitando in MEDEA per la regia di Enriquez
(1976) ne Le memorie di Adriano (1989/90) per
la regia di Maurizio Scaparro e come protagonista nel ruolo
di Santa Teresa dAvila in A piedi nudi verso
Dio (1992) applicando quel rigore intellettuale che
distingueva tutta la sua metodologia di lavoro.
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Non
meno importante la sua attività cinematografica che
la ha vista protagonista in grandi riproduzioni tra cui:
GESU DI NAZARETH DI Franco Zeffirelli,
IL PADRINO- II° di Francis Ford Coppola,
accanto a grandi nomi del cinema, IL CAMORRISTA,
DISAMISTADE di G. Cabiddu, CADAVERI ECCELLENTI
Di Francesco Rosi, IL PASTORE di Pietro Nelli,
IL REIETTO DELLE ISOLE girato in India prodotto
dalla Rai, e numerosi altri.
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Nel 1991
il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga la nomina
Commendatore della repubblica".
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Negli
ultimi anni della sua vita Maria Carta è stata molto
legata allUniversità di Bologna dove ha svolto
un ciclo di lezioni e dove ha seguito studenti che preparavano
testi di laurea aventi per oggetto tematiche a lei consuete,
fornendo loro preziose indicazioni che derivano dalla sua
esperienza personale, umana di studio.
Ha tenuto ilo suo ultimo concerto a Tolosa il 30 giugno
1994 per lUniversità di Bologna oltre a numerosi
altri concerti nellAula Magna di Santa Lucia tra i
quali alcuni dedicati esclusivamente al Canto Gregoriano,
dal 1990 al 1993.
Accanto allattività artistica, Maria Carta
ha anche profuso un importante impegno civile, essendo stata
eletta consigliere Comunale a Roma dal 1976 al 1981, conseguenza
della forte componente morale che ha caratterizzato il suo
impegno e la sua vita.
I meriti di Maria Carta sono noti a tutto il popolo sardo
anche perché ha contribuito a dare una nuova dignità
alla lingua sarda, proponendola alla vasta platea nazionale
ed internazionale, come strumento di confronto e di avvicinamento
culturale e sociale.
E stata una voce ed una bandiera dellintera
Sardegna; una voce importante e rassicurante per tutti i
sardi ovunque nel mondo: una persona semplice e di valore
che merita di essere ricordata per la sua esemplarità.
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LA
DISCOGRAFIA:
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1970
Paradiso in Re (RCA)
1972
Dilliriende (RCA)
1974
Ave Maria (RCA)
Delirio (RCA)
1975
Dies Irae (RCA)
Maria Carta (RCA)
1976
Vi canto una storia assai vera (RCA)
1978
Umbras (Polygram)
1981
Ai diri diri diri dinni (Polygram)
1981
Sonos 'e memoria (Chante du Monde)
1988
Sonos 'e memoria (Fonit Cetra)
1993
Le Memorie della Musica (Bubble)
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Maria Carta è morta nella sua casa di Roma il 22
Settembre 1994, dopo aver affrontato con enorme coraggio,
e con serena rassegnazione il male che la colpì alcuni
anni fa.
Numerose manifestazioni sono in progetto nella sua terra
e nel suo paese natale, dove riposa, per ricordarne degnamente
la figura; una donna Sarda fiera e coraggiosa, che tanto
ha dato ai sardi, alla Sardegna, al canto ed alle radici
popolari ovunque nel mondo.
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Questo
testo è stato estratto dal sito di Siligo creato
nel "Progetto Sardegna 2000" diretto da
Raffaele Vargiu. Per visitarlo clicca il bottone

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