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Questa
specie, rappresentata sino alla metà del secolo scorso
quasi certamente da un unico gruppo etnico diffuso in tutta
lIsola la "razza" sarda -, era costituita
da una popolazione con caratteristiche morfologiche, riproduttive
e produttive ad elevata variabilità, probabilmente
dovuta alla presenza, allinterno della razza stessa,
di 2 o forse anche di 3 sub-popolazioni (di pianura e di
montagna oppure di pianura, di collina e di montagna rispettivamente)
genotipicamente forse poco differenziate, ma fenotipicamente
ben distinte principalmente a causa del differente livello
altimetrico e delle diverse condizioni orografiche delle
rispettive zone di allevamento.
Tale razza popolazione -, caratterizzata, grazie
alla sua rusticità e resistenza, da un perfetto adattamento
ai diversi ambienti di allevamento ed utilizzata principalmente
per la produzione del latte destinato al consumo familiare
diretto e/o indiretto, presentava però una scarsa
attitudine sia alla produzione del lavoro in terreni pesanti
di pianura (Campidani) a prevalente coltivazione cerealicola,
sia a quella della carne, la quale era particolarmente richiesta
dai mercati di esportazione che proprio in quel periodo
andavano sviluppandosi: nel primo caso per la taglia ridotta
e lo scarso sviluppo toracico; nel secondo per i bassi accrescimenti,
per la scarsa resa alla macellazione ed in tagli pregiati
e per leccessiva deposizione di grasso.
Le vacche di razza Sarda nel complesso
sono caratterizzate:
Da uno scarso sviluppo sia scheletrico (HG = cm 112,3
± 4,9; LT = 137,0 ± 7,0; Ct = 158,4 ± 9,8) che muscolare
(Igm = cm 39,7 ± 2,6; cn = cm 87,9 ± 6,2);
Da una ridotta statura (HG = cm 112,3 ± 4,9) associata
ad un profilo non rettilineo dovuto alla prominenza
lombo-sacrale (HL = cm 116,7 ± 4,9) che comporta un’accentuata
spiovenza della groppa e l’inclinazione del tratto dorso
lombare ;
Da un limitato sviluppo dei diametri trasversali (lp
= cm 29,3 ± 1,8; lt = cm 29,2 ± 2,3; lga = cm 42,9 ±
3,0);
Da un proporzionato sviluppo longitudinale delle diverse
parti del corpo (LT = cm 137,0 ± 7,0; Lt = cm 67,4 ±
4,2; Lg = cm 44,6 ± 2,5);
Dall’appartenenza sebbene la taglia e la mole siano
molto modeste, al tipo morfologico lattifero (LT/HG
=122,0% ± 4,9; LT/Ct = 86,7% ± 5,7%; lt/ht = 48,4% ±
3,7% ).
Il mantello, non essendo mai stato oggetto di selezione
da parte degli allevatori, non costituisce carattere
tipico di razza: è infatti molto variabile sia per i
colori che lo compongono che per le tonalità che questi
assumono. I più diffusi sono il fromentino di varia
tonalità, il nero maltinto ed il grigio con riga mulina
chiara.
La mammella, proporzionata alla mole dell’animale,
presenta conformazione in genere corretta, con capezzoli
piccoli e distanziati ed ha buona fungibilità.
Il peso vivo presenta un’elevata variabilità sia fra
soggetti che fra stagioni, in funzione soprattutto del
diverso stato nutrizionale dell’animale. Esso oscilla,
negli animali in buono stato di ingrassamento fra kg
250 – 350 nelle adulte, fra kg 220 – 260 nelle giovenche,
fra kg 140 – 200 nelle manze, fra kg 25 – 30 nelle vitelle
alla nascita.
In base
a quanto previsto dalla Legge N° 30 sulla Disciplina
della riproduzione animale, allo scopo di attivare iniziative
per la conservazione e la valorizzazione di razze e popolazioni
locali, nonché di gruppi etnici a limitata diffusione,
è stato istituito nel 1987 il Registro anagrafico
della razza Sarda. Le attività che vengono effettuate
per la gestione sono:
Aggiornamento
e cura degli archivi contenenti i dati indispensabili
alla elaborazione di riproduzione idonei a conseguire
l’obiettivo, prioritario per esse, della conservazione
della variabilità genetica. Si tratta di operazioni
che vengono effettuate mediante l’uso di procedure informatiche
denominate DATA GEST DATA ENTRY.
Periodico monitoraggio
della popolazione delle fattrici e dei riproduttori
presenti in allevamento, operato da parte degli esperti
di razza.
La Regione Autonoma
della Sardegna al fine di salvaguardare, incentivare,
migliorare e favorire l’allevamento in purezza ha affidato
la tenuta del Registro Anagrafico all'Associazione Regionale
Allevatori della Sardegna che attraverso le sue associate
provinciali lo gestisce dall’anno di istituzione. Nel
rispetto delle norme contenute nel disciplinare del Registro
Anagrafico delle popolazioni Bovine Autoctone e Gruppi
Etnici a limitata diffusione (D.M. 29/12/1995), ci si
è proposti di migliorare l’identità genetica degli animali,
preservandola dai pericoli derivanti dall’incrocio industriale,
di potenziarne le capacità produttive, senza comprometterne
la rusticità, la frugalità e adattabilità ed infine di
promuoverne la diffusione e l’espansione negli ambienti
idonei. Con particolare riferimento a quest’ultimo aspetto
occorre ricordare che in alcune zone della Sardegna centrale
l’allevamento della razza Sarda è l’unica forma di utilizzazione
e sfruttamento del territorio, garantendo la presenza
dell’uomo in ambienti che altrimenti sarebbero del tutto
abbandonati.
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