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IL CANE FONNESE
(Pastore fonnese)

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Conformazione generale: Mesomorfo.
Testa: mesocefala (pesante). Lunghezza del cranio uguale alla larghezza. Lunghezza del muso uguale a 4:10 della lunghezza totale della testa. Larghezza bizigomatica uguale a 1:2 della lunghezza totale della testa. La direzione degli assi è parallela. Di media lunghezza, asciutta, forte, salto naso-frontale ben marcato, labbra aderenti con mucose ben pigmentate.
Tartufo: grosso, largo, umido, fresco e brillante, nero. Posto sulla stessa linea della canna nasale, visto di profilo la sua faccia anteriore si trova sul medesimo piano verticale delle labbra.



Testo e fotografie estratti dal:
Sito web di Fonni

Canna nasale: diritta, lunga, larga. Facce laterali parallele.
Muso: faccia anteriore inscritta nel quadrato, ricoperta di forti mustacchi. Tessuto connettivo ed aderente.
Mascelle: di uguale lunghezza. Branche della mandibola tendenti alla linea retta. Arcate dentarie combaciantesi perfettamente con chiusura a forbice od a tenaglia. Depressione naso-frontale moderatamente accentuata.
Cranio: calotta del cranio vista di profilo, leggermente convessa. Cresta occipitale molto ben sviluppata. Seni frontali moderatamente sviluppati. Sutura metopica ben marcata.
Orecchie: inserzione semilaterale a livello o leggermente sotto l'arcata zigomatica. Forma triangolare, moderatamente sviluppate. Nel soggetto, soprattutto in attenzione si ergono leggermente alla base formando una caratteristica piega a portafoglio. I padiglioni auricolari sono ricoperti abbondantemente di pelo.
Occhi: di media grandezza, di colore ambra o bruno.
Palpebre: ben pigmentate e ben aderenti al bulbo oculare. Posizione sub-frontale.
Collo: di media lunghezza (inferiore ai 4:10 dell'altezza al garrese). Asciutto, muscoloso e ben sortito, deve essere esente da giogaia e molto ricco di pelo.
Corpo: lunghezza del tronco uguale o leggermente superiore all'altezza al garrese (dell'articolazione scapolo-omerale all'estremità ischiatica non più di 1:10 di essa).
Petto: moderatamente ampio con muscoli ben sviluppati.
Torace: altezza toracica circa il 45-47% dell'altezza altezza al garrese (può dare l'impressione di essere maggiormente disceso a causa del folto pelo). Profondo con costole lunghe e arcuate.
Dorso: garrese ben rilevato con apofisi spinose lunghe e ben inclinate.
Rene: largo, corto e ben moderatamente convesso.
Ventre e fianchi: moderatamente retratto. Il profilo inferiore deve essere circa parallelo a quello superiore (non levrettato).
Groppa: larga, muscolosa con inclinazione da 15° a 35° rispetto all'orizzontale (inclinazione ideale circa 28°).
Coda: inserita non troppo alta. E' consigliabile amputarla all'altezza della III-IV vertebra (per ragioni di funzionalità). Alcuni soggetti nascono già anuri.
Organi sessuali: due testicoli ben sviluppati e discesi nello scroto.
Arti anteriori: robusti con gomiti ben aderenti. Metacarpo moderatamente lungo e non molto inclinato (circa 10° rispetto alla verticale). Lunghezza circa il 55% dell'altezza al garrese misurata dal gomito al terreno.
Spalla: lunga e ben inclinata (50°-60° rispetto all'orizzontale).
Braccio (omero): lungo e ben inclinato (circa 60°-65° rispetto all'orizzontale).
Avambraccio: dritto, moderatamente lungo e di forte ossatura.
Carpo: largo, mobile, asciutto, con l'osso pisiforme ben sporgente.
Metacarpo: moderatamente lungo, visto di fronte segue la linea verticale dell'avambraccio, visto di profilo presenta un'inclinazione sino a 10° rispetto alla verticale.
Piede: dita corte, ben chiuse e ben arcuate (piede di gatto), ricoperto di pelo abbondante. Suole dure, unghie forti e ben pigmentate. In alcuni soggetti si presentano macchie chiare (tollerate ma non auspicabili).
Arti posteriori: coscia larga, lunga e muscolosa. Angolature posteriori piuttosto aperte (angolo femoro-tibiale da 140° a 150°).
Gamba: con forte ossatura, ben fornita di muscoli, lunghezza uguale o leggermente superiore a quella della coscia.
Garretto: largo, robusto, con scanalatura carpale ben visibile.
Metatarso: corto, largo, robusto, asciutto. Talvolta è riscontrata, anche se non auspicabile, la presenza sdi speroni che dovrebbero essere amputati.
Piede: con le medesime caratteristiche dell'anteriore.
Pelo: duro, folto, lanoso, particolarmente abbondante sulla testa, dove forma abbondanti mustacchi e pizzo, e sul collo dove forma, soprattutto nei maschi, un'abbondante criniera.
Manto: nero, pepe-sale, grigio in tutte le sue tonalità, fulvo carbonato, tigrato. In generale tutte le colorazioni sono ammesse. Sono da scartare, però, soggetti presentanti focature ben marcate, chiazze o pezzature nette e in generale dimostranti parziali depigmentazioni. E' invece caratteristica di razza la piccola o media stella bianca sul petto presente nella totalità dei soggetti. Quest'ultima, infatti, è considerata una peculiarità della razza.


DATI STORICI:
La storiografia tradizionale fa discendere l'origine del cane fonnese dall'introduzione dei cani addestrati per la caccia all'uomo operata dal console romano Marco Pomponio Matone nella campagna del 231 a.C. Questi, al comando di una nutrita guarnigione di legionari, venne inviato in Sardegna per sedare le frequenti rivolte che si sviluppavano soprattutto nelle zone montane e dell'interno. Per stanare i ribelli "pelliti" dai loro rifugi venivano, appunto, impiegati dei ferocissimi mastini opportunamente addestrati (canis pugnax). Con molta probabilità e proprio dall'incrocio dei cani da guerra romani con gli autoctoni cani locali che trae discendenza il cane fonnese. Tale assunto risulta avvalorato dalla considerazione che le legioni romane stanziarono a lungo in questi luoghi. Da tali accoppiamenti vennero fuori degli esemplari dalle doti non comuni: grande struttura corporea accompagnata da forza fisica e destrezza notevoli, oltre alla straordinaria capacità di adattarsi alle condizioni di vita più avverse. Queste doti, insieme alla necessità di difendere le proprietà, indussero i pastori locali ad intraprenderne l'allevamento. Nel tempo venne operata una mirata selezione dei soggetti che rispondevano, morfologicamente e caratterialmente, alle esigenze della campagna. La ferocia, l'olfatto e l'udito finissimo, furono le caratteristiche che spinsero il comando militare italiano all'impiego del cane fonnese nella "Campagna d'Africa", con lo scopo di prevenire gli attacchi dei ribelli Senusi che tentavano di penetrare le nostre linee. Venne inviato il sergente Antonio Coinu, nativo di Fonni, il quale, nell'anno 1912, requisì oltre 100 esemplari pagandoli 50 lire cadauno. Gli stessi, imbarcati sui piroscafi Principe Amedeo e India, furono suddivisi in 5 plotoni e condotti a Tripoli, Homs, Derna, Tobruk e Bengasi e, successivamente, vennero impiegati dalla gloriosa Brigata Sassari nel corso del primo conflitto mondiale. Alto fu il prezzo che la razza pagò a seguito di tale indiscriminate requisizioni. Infatti, nessuno di questi esemplari venne portato in patria. Negli ultimi anni si è risvegliato un notevole interesse per il cane fonnese, non solo nell'isola ma anche oltre il Tirreno. Si sono costituite numerose associazioni con finalità di tutela e valorizzazione di questo animale che, malgrado le vicissitudini, ha comunque mantenuto, anche grazie alla protervia degli allevatori fonnesi, pressoché inalterate per oltre 2000 anni, le sue caratteristiche.

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