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LE LUCERTOLE
IN SARDEGNA

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L’ Archeolacerta bedriagae è presente in Sardegna con 3 razze distinte, simili e isolate tra loro, che vivono di preferenza nei luoghi rocciosi, sia montani (Gennargentu, Limbara, catena di Marghine) che costieri (Capo Testa, Arcipelago della Maddalena).

In Sardegna sono presenti quattro specie differenti di lucertole:
L’
Archeolacerta bedriagae, l’ Algiroides fitzingeri, entrambe endemiche del massiccio sardo-corso, la Podarcis tiliguerta ed infine la più comune Podarcis sicula.

 

Si tratta di un animale abbastanza raro e poco conosciuto ma di notevole interesse naturalistico. Si può facilmente distinguere dagli altri lacertidi sardi per il colore del dorso, in genere grigio-verdastro finemente reticolato con piccoli ocelli giallastri, per la squama postnasale che prende contatto con l’internasale e per la coda caratterizzata dall’alternarsi di anellature lunghe ad altre più corte. L’Archeolacerta bedriagae è più tollerante verso le basse temperature rispetto alle altre specie di lacertidi presenti in Sardegna, la sua attività diurna ha infatti inizio quando la temperatura si aggira intorno ai 20°C; è una specie abitudinaria, trascorrere infatti l’intera giornata in prossimità delle stesse rocce, nelle cui fessure si ritira per la notte o si ripara in caso di pericolo e, come tutte le lucertole, passa la maggior parte del suo tempo a termoregolarsi al sole ed a cacciare svariati tipi d’insetti dei quali si nutre.

 
 

L’ Algiroides fitzingeri è una lucertolina di piccole dimensioni (10-13 cm), anch’essa poco conosciuta ma diffusa in tutta la Sardegna, soprattutto lungo le coste ricche di macchia mediterranea. Si distingue dagli altri lacertidi sardi per le dimensioni ridotte, per le squame del dorso carenate, per la completa assen-

 
 

za delle strie sopracciliari e della banda occipitale e per la caratteristica colorazione olivastra o bruno-nerastra del dorso.
Dal punto di vista ecologico e comportamentale, questa specie di lucertola si mostra meno veloce ed agile delle altre: è attiva soprattutto durante la prima metà della giornata, che passa in parte tenendosi al limite fra l’ombra e il sole ed in parte esponendosi ai raggi solari per riscaldarsi, raccogliendo così le energie necessarie a dare la caccia agli insetti di cui si nutre. Gli esemplari di Algiroides fitzingeri appaiono piuttosto sensibili alle basse temperature, per cui generalmente iniziano il letargo invernale anche a metà settembre e si risvegliano ad aprile inoltrato.

 
 


La Podarcis tiliguerta e’ una piccola lucertola abbastanza comune in tutta l’isola, dove viene spesso confusa con la specie simpatrica, Podarcis sicula, in particolare nelle forme giovanili, gli adulti di tiliguerta possono essere, infatti, ben distinti dalle dimensioni più minute, dalla for-

 

ma più snella e, soprattutto, dalla presenza lungo il dorso di due linee giallastre, parallele, denominate “strie sopracciliari”.
La colorazione è molto variabile nelle diverse popolazioni ed esistono differenze di colore, più o meno marcate, anche tra maschi e femmine, tra i giovani e gli adulti ed in generale tra tutti gli individui appartenenti ad un’unica popolazione. La P. tiliguerta può convivere con la sicula in alcuni habitat, come per esempio nei campi coltivati, nei litorali sabbiosi e nei ruderi, ed in tali situazioni sembra utilizzare meglio di questa le risorse ambientali.
 In Sardegna vivono due interessanti sottospecie endemiche della Podarcis tiliguerta, di grande interesse naturalistico, localizzate in areali ristrettissimi: la sottospecie P.tiliguerta toro, esclusiva dell’isola del Toro (Sardegna sud-occidentale) e la sottospecie P.tiliguerta ranzii (caratterizzata dal colore nero della testa) dell’Isola di Molarotto (Sardegna nord-orientale).

 
 
La Podarcis sicula è, tra le specie presenti in Sardegna, quella di dimensioni maggiori: il maschio adulto può, infatti, superare gli 80mm di lunghezza. La colorazione del dorso è in genere bruno verdastra negli individui giovani, con, intercalate, delle macchie nere che si addensano in una linea centrale più scura; questa linea risulta ancora abbastanza netta nelle
 
 

femmine adulte, mentre diventa quasi indistinguibile nei maschi adulti.
I maschi presentano, infatti, una colorazione del dorso verde brillante, maculata, che si estende in genere fino alla base della coda; lungo la linea che separa il dorso dal ventre sono presenti delle macchioline azzurre ed il ventre è di colore chiaro, bianco-giallastro.
Nei maschi e nelle femmine sono presenti ai lati del dorso, in prossimità delle zampe anteriori, degli ocelli azzurri di dimensioni e numero variabili: due o tre per lato nei maschi adulti, uno o due nelle femmine.
Per quel che riguarda l’ecologia della Podarcis sicula, essa è pressoché ubiquitaria in Sardegna, dove occupa, infatti, gli ambienti più vari, dal livello del mare fino ai 400-500m di altitudine: si può trovare nelle pietraie e sui muretti a secco, nei campi, nei prati privi di alberi o fra le siepi ed anche all’interno dei centri abitati. Essa è presente, inoltre, lungo le coste e nei litorali sabbiosi dove la densità di popolazione è, però, spesso limitata dalla pressione competitiva esercitata dalla specie simpatrica Podarcis tiliguerta. Come tutti i lacertidi, la Podarcis sicula è strettamente diurna: dopo aver passato le prime ore del mattino a termoregolarsi al sole, essa comincia ad essere attiva, spostandosi all'interno del proprio spazio vitale per cacciare, nutrirsi, esplorare, ecc. Essa è insettivora, come tutte le lucertole presenti in Sardegna, e si nutre prevalentemente di ortotteri, lepidotteri, coleotteri, imenotteri ed altri invertebrati di dimensioni generalmente maggiori rispetto agli insetti predati dalla P.tiliguerta.

 
Testo della Dott.ssa Alessia Zurru
___________edito dall' Associazione del Corpo Forestale della Sardegna
Fotografie: cortesia di Salvatore Spano
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