| |
|
____________________
LE LUCERTOLE
IN SARDEGNA
____________________
|
L Archeolacerta
bedriagae è presente in Sardegna
con 3 razze distinte, simili e isolate tra loro, che vivono
di preferenza nei luoghi rocciosi, sia montani (Gennargentu,
Limbara, catena di Marghine) che costieri (Capo Testa,
Arcipelago della Maddalena).
|
|
| |
Si tratta di un animale abbastanza raro e poco conosciuto
ma di notevole interesse naturalistico. Si può
facilmente distinguere dagli altri lacertidi sardi
per il colore del dorso, in genere grigio-verdastro
finemente reticolato con piccoli ocelli giallastri,
per la squama postnasale che prende contatto con
linternasale e per la coda caratterizzata
dallalternarsi di anellature lunghe ad altre
più corte. LArcheolacerta bedriagae
è più tollerante verso le basse temperature
rispetto alle altre specie di lacertidi presenti
in Sardegna, la sua attività diurna ha infatti
inizio quando la temperatura si aggira intorno ai
20°C; è una specie abitudinaria, trascorrere
infatti lintera giornata in prossimità
delle stesse rocce, nelle cui fessure si ritira
per la notte o si ripara in caso di pericolo e,
come tutte le lucertole, passa la maggior parte
del suo tempo a termoregolarsi al sole ed a cacciare
svariati tipi dinsetti dei quali si nutre.
|
|
| |
|
L
Algiroides
fitzingeri è una lucertolina
di piccole dimensioni (10-13 cm), anchessa
poco conosciuta ma diffusa in tutta la Sardegna,
soprattutto lungo le coste ricche di macchia mediterranea.
Si distingue dagli altri lacertidi sardi per le
dimensioni ridotte, per le squame del dorso carenate,
per la completa assen-
|
|
| |
za delle strie sopracciliari e della banda occipitale
e per la caratteristica colorazione olivastra o
bruno-nerastra del dorso.
Dal punto di vista ecologico e comportamentale,
questa specie di lucertola si mostra meno veloce
ed agile delle altre: è attiva soprattutto
durante la prima metà della giornata, che
passa in parte tenendosi al limite fra lombra
e il sole ed in parte esponendosi ai raggi solari
per riscaldarsi, raccogliendo così le energie
necessarie a dare la caccia agli insetti di cui
si nutre. Gli esemplari di Algiroides fitzingeri
appaiono piuttosto sensibili alle basse temperature,
per cui generalmente iniziano il letargo invernale
anche a metà settembre e si risvegliano ad
aprile inoltrato.
|
|
| |
La Podarcis
tiliguerta e una piccola lucertola
abbastanza comune in tutta lisola, dove viene
spesso confusa con la specie simpatrica, Podarcis
sicula, in particolare nelle forme giovanili, gli
adulti di tiliguerta possono essere, infatti, ben
distinti dalle dimensioni più minute, dalla
for-
|
|
| |
ma più snella e, soprattutto, dalla presenza
lungo il dorso di due linee giallastre, parallele,
denominate strie sopracciliari.
La colorazione è molto variabile nelle diverse
popolazioni ed esistono differenze di colore, più
o meno marcate, anche tra maschi e femmine, tra
i giovani e gli adulti ed in generale tra tutti
gli individui appartenenti ad ununica popolazione.
La P. tiliguerta può convivere con la sicula
in alcuni habitat, come per esempio nei campi coltivati,
nei litorali sabbiosi e nei ruderi, ed in tali situazioni
sembra utilizzare meglio di questa le risorse ambientali.
In Sardegna vivono due interessanti sottospecie
endemiche della Podarcis tiliguerta, di grande interesse
naturalistico, localizzate in areali ristrettissimi:
la sottospecie P.tiliguerta toro, esclusiva dellisola
del Toro (Sardegna sud-occidentale) e la sottospecie
P.tiliguerta ranzii (caratterizzata dal colore nero
della testa) dellIsola di Molarotto (Sardegna
nord-orientale).
|
|
| |
|
La
Podarcis sicula
è, tra le specie presenti in Sardegna, quella
di dimensioni maggiori: il maschio adulto può,
infatti, superare gli 80mm di lunghezza. La colorazione
del dorso è in genere bruno verdastra negli
individui giovani, con, intercalate, delle macchie
nere che si addensano in una linea centrale più
scura; questa linea risulta ancora abbastanza netta
nelle
|
|
| |
femmine adulte, mentre diventa quasi indistinguibile
nei maschi adulti.
I maschi presentano, infatti, una colorazione del
dorso verde brillante, maculata, che si estende
in genere fino alla base della coda; lungo la linea
che separa il dorso dal ventre sono presenti delle
macchioline azzurre ed il ventre è di colore
chiaro, bianco-giallastro.
Nei maschi e nelle femmine sono presenti ai lati
del dorso, in prossimità delle zampe anteriori,
degli ocelli azzurri di dimensioni e numero variabili:
due o tre per lato nei maschi adulti, uno o due
nelle femmine.
Per quel che riguarda lecologia della Podarcis
sicula, essa è pressoché ubiquitaria
in Sardegna, dove occupa, infatti, gli ambienti
più vari, dal livello del mare fino ai 400-500m
di altitudine: si può trovare nelle pietraie
e sui muretti a secco, nei campi, nei prati privi
di alberi o fra le siepi ed anche allinterno
dei centri abitati. Essa è presente, inoltre,
lungo le coste e nei litorali sabbiosi dove la densità
di popolazione è, però, spesso limitata
dalla pressione competitiva esercitata dalla specie
simpatrica Podarcis tiliguerta. Come tutti i lacertidi,
la Podarcis sicula è strettamente diurna:
dopo aver passato le prime ore del mattino a termoregolarsi
al sole, essa comincia ad essere attiva, spostandosi
all'interno del proprio spazio vitale per cacciare,
nutrirsi, esplorare, ecc. Essa è insettivora,
come tutte le lucertole presenti in Sardegna, e
si nutre prevalentemente di ortotteri, lepidotteri,
coleotteri, imenotteri ed altri invertebrati di
dimensioni generalmente maggiori rispetto agli insetti
predati dalla P.tiliguerta.
|
|
|
_____________________________________________________________
|