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Flora
della Sardegna
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L' UVA ROSSA
DELLA
SARDEGNA
Vitigni sardi
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Cannonau
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Le origini
e la provenienza del vitigno Cannonau non sono conosciute
con certezza assoluta, ma tutti sono concordi ad ipotizzarne
la comparsa in Sardegna, proveniente dalla penisola iberica
fin dall'inizio della dominazione spagnola sull'isola. D'altra
parte, numerosi studiosi ritengono che il Cannonau corrisponda,
dal punto di vista ampelografico, al "Canonazo"
di Siviglia ed al "Granacha" di Aragona.
Di fatto, il Cannonau trovo' in Sardegna un habitat ideale,
godendo l'immediato favore dei viticoltori locali che lo hanno
diffuso praticamente in ogni angolo dell'isola, fino a fargli
ricoprire circa il 20% di tutta la superficie vitata del territorio.
E' diffusa tradizione di effettuare potature cortissime su
impianti ad alberello, con tagli drastici alla produzione,
ma, lentamente, all'alberello si va affiancando l'impianto
a spalliera. |

Bovale
Sardo
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Il vitigno
Bovale Sardo é comunemente chiamato "Muristellu"
fin dal Settecento. La sua provenienza dovrebbe essere spagnola,
legata all'arrivo degli Aragonesi in Sardegna, con una prima
diffusione nella zona di Alghero.
Vitigno molto apprezzato dai viticoltori sardi, il Bovale
Sardo fu immediatamente reimpiantato dopo le distruzioni
determinate dalla fillossera, favorito dalla grande adattabilita'
a qualunque tipo di terreno, dalla notevole affinita' di
innesto con il piede americano, dalla resistenza alle piu'
difficili condizioni climatiche e dalla notevole produttivita'
ottenuta senza scapito alcuno per il pregio delle uve.
La maggior concentrazione di vigneti impiantati a Bovale
si riscontra nel Mandrolisai (al centro della Sardegna,
tra la Barbagia e le pendici occidentali del Gennargentu,
la piu' elevata catena montuosa dell'isola), dove alle tradizionali
coltivazioni ad alberello si affiancano sempre piu' spesso
vigneti a spalliera bassa con impianti del vitigno alla
Guyot.
Vini prodotti: Mandrolisai.
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Carignano
del Sulcis
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E' difficile
districarsi nella ricostruzione di storie e leggende per determinare
la piu' probabile provenienza del vitigno oggi chiamato Carignano
del Sulcis. La tesi piu' accreditata, basata sull'analisi
dei suoi numerosi sinonimi dialettali, lo vuole proveniente
da occidente, probabilmente dall'Aragona, in Spagna, da dove
si diffuse, assumendo via via nomi diversi, dal sud della
Francia fino all'Algeria ed alla Tunisia. In Sardegna si sarebbe
concentrato nella zona sud-occidentale grazie alla sua resistenza
ai venti ricchi di salsedine provenienti dal mare.
La trasformazione dei vigneti attuata negli ultimi trent'anni,
ha permesso di ottenere da questi vigneti dei gradevolissimi
vini da pasto, capaci di vivere con successo una propria vita
commerciale. Vini prodotti: Carignano
del Sulcis. |

Girò
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Di sicura
origine spagnola, il vitigno Giro' si e' diffuso nella parte
meridionale della Sardegna nella prima meta' del Settecento,
quando l'isola era governata dai Piemontesi, applicando le
direttive della politica vitivinicola dettata nel 1736 dal
Marchese di Rivarolo.
La produzione di questo vitigno prosegui' rigogliosa fino
alla seconda meta' del secolo scorso, quando a seguito della
distruzione dei vigneti determinata dal flagello della fillossera,
la maggior parte dei viticoltori, nel momento della ricostruzione
dei vigneti, preferi' al Giro' altri vitigni, capaci di maggiori
produzioni e meno difficili da vinificare. Dal
1979, si e' assistito da parte dei viticoltori sardi ad un
rinnovato interesse per questo vitigno. Vini prodotti:
Girò di Cagliari. |

Monica
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L'uva Monica
probabilmente fu importata in Sardegna dalla Spagna con il
nome di Morillo, di cui "mora" sarebbe una corruzione
poi italianizzata in Monica.
C'e' invece chi fa risalire l'origine del vitigno nell'isola
ai tempi dell'invasione dei Mori, basandosi sempre sul nome
"Morillo", come ancora in alcune localita' all'interno
dell'isola viene chiamata quest'uva.Non sembra pero' possibile
che, durante le invasioni dei Saraceni nell'isola - cioe'
in momenti in cui era molto difficile gia' il solo sopravvivere
- ci fosse chi pensasse ad introdurre nuove piante nell'agricoltura
locale.
Di fatto, il nome Monica
era ben noto gia' agli inizi dell'Ottocento quando si parlava
di "Monica Niedda" e la si considerava erroneamente
come identica al Canaiolo di Toscana.
E' comunque un vitigno diffuso in quasi tutte le zone viticole
della Sardegna, soprattutto in quelle calde come il Campidano,
la pianura alla cui estremita' meridionale sorge Cagliari.
Vini Prodotti: Monica
di Sardegna e Monica
di Cagliari. |

Sangiovese
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E' uno
dei vitigni italiani più antichi ("sangue di
Giove"), per alcuni era già noto agli Etruschi.
E' senz'altro l'uva a bacca rossa più diffusa in
Italia, soprattutto in Toscana, Umbria, Emilia Romagna.
Vi sono molte tipologie di Sangiovese e c'è una netta
differenza nell'ambito delle diverse aree geografiche del
mondo. Importato in Sardegna, viene coltivato nella zona
di Arborea: habitat ideale perchè ai terreni pianeggianti
e rigogliosi, collocati a pochi metri sopra il livello del
mare, si unisce un clima caldo ed uniforme associato ad
una non disprezzabile disponibilita' idrica.
Vini prodotti: Arborea Sangiovese.
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Cagnulari
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Lorigine
è ancora incerta; c'è chi sostiene che sia
stato introdotto dalla Francia nel XIX sec. ma è
molto più probabile che si sia stato introdotto in
Sardegna dagli Spagnoli durante il periodo della loro dominazione.
Altri sinonimi sono: Cagnovali, Cagnulari Sardo, Cagnolari
Nero, Cagnonale, Cagliunari. Un altro sinonimo potrebbe
essere Cagnolaro che lo accomunerebbe al Bove Duro di Spagna
ed al Bove Duro. La vite é di buona vigoria, richiede
sistemi di allevamento a media espansione, con potatura
corta tipo alberello latino. La produzione è abbondante
e costante. Ha una discreta resistenza alle malattie crittogamiche.
Soffre, invece, in particolari annate, leccessiva
esposizione dei raggi solari e le temperature elevate (sopra
i 40 °c), con conseguente disseccamento del rachide.
Vini Prodotti: Alghero Cagnulari.
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LE DESCRIZIONI CON FOTO
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