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Gastronomia di Sardegna
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I LIQUORI ED I DISTILLATI SARDI
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La produzione dei liquori in Sardegna è abbastanza recente. Il primo a nascere fu il Villacidro, i cui componenti principali sono dati dall' anice e dallo zafferano, poi fu la volta del liquore di Mirto che, in pochi decenni, si è andato sempre più affermando a livello internazionale. Oggi, dopo anni di sapienti ricerche per lo sfruttamento delle risorse naturali, la Sardegna vanta una produzione di alta qualità di liquori con l'infusione a freddo nell'alcool: liquore di corbezzolo, dal colore rosato e dal sapore delicato, liquore di fico d'india, dal colore giallo caldo e dal sapore delicato, liquore di cardo, ottimo digestivo, liquore di basilico, liquore di Marialuisa, liquore di fragola, liquore di prugne selvatiche ecc. Il limoncello, composto dalla scorza del limone ed arricchito con miele o zucchero, servito ghiacciato, è un ottimo aperitivo e digestivo.

Fra i distillati non può non essere citata la famosa acquavite sarda chiamata filu 'e ferru o abbardente, originaria della provincia di Oristano, ottenuta da ben selezionate vinacee di vermentino. Ancora dalle vinacee di uva pregiate di vermentino, cannonau, vernaccia e moscato nascono le grappe e dalle delicate uve di malvasia si produce la grappa di malvasia dal gusto più delicato.


______________ Distillati ______________

Filu e' Ferru (Acquavite)

"E il vino e i liquori rallegravano l'anima dei fieri paesani, e l'acqua vite odorava con un profumo di fiore fatale". In questo quadro di letizia paesana Grazia Deledda coglie una mesta nota malinconica. Ma il nostro Filu e' Ferru con la sua limpidezza adamantina, secca, tutto spirito e con la grazia dell'autentica vinaccia, è bevanda e simbolo antico della gioia dei sardi.

Quando in Sardegna, verso la fine del secolo scorso, vennero imposti pesanti balzelli ai produttori di distillati e liquori, la distillazione dei vini e delle vinacce, pratica antica e diffusa, veniva fatta clandestinamente. L'acquavite veniva confezionata in contenitori posti in una buca scavata sottoterra, coperta da una botola, a sua volta ricoperta di terra livellata. L'unico segno per rilevare la presenza del prezioso distillato, era un fil di ferro legato ad essa che sporgeva, ma sufficiente ad individuare il punto dove era ben nascosta l'acquavite che da quel pezzetto di fil di ferro ha preso il nome. Quest'acquavite, tipica dell'Oristanese e delle zone interne dell'isola, distillato accurato di selezionatissime vinacce, riafferma, oggi come ieri, un ruolo di sicura preminenza fra le acque di vite sarde.


Grappe

Dalla distillazione di vinacce selezionate, provenienti dalla vinificazione di uve di monovitigni sardi, si ottengono Grappe caratterizzate da profumi e sapori che richiamano le uve di provenienza. In commercio si trovano: la Grappa di Cannonau, di Vernaccia, di Vermentino, di Moscato e di Malvasia.
Quest'ultima, particolarmente indicata per chi ama i gusti delicati, è ottenuta da vinacce scelte di uve Mal-

vasia della Planargia, regione della costa occidentale della Sardegna, in provincia di Nuoro.
E' una Grappa dal colore bianco brillante, dal profumo intenso, ben equilibrato, armonico e deliziosamente aromatico, dal sapore persistente, di grande finezza, con una vena mandorlata molto piacevole
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______________ Liquori _______________

Liquore di Cardo

"Cardi ispidi ne' rami, nelle foglie, ne' calici donde uscivano ciuffetti di fiori bianchi o porporini, ovvero si staccavano portati via dal vento, pennacchioli argentei e leggeri". Così il Manzoni nei Promessi Sposi celebra il trionfo, là dove la natura riprende il suo imperio, del cardo selvatico. Questa pianta erbacea dalle foglie, dal fusto, e dai capolini cinti di spine acutissime, è uno degli elementi connotanti del paesaggio sardo.

Dall'ispido cardo, nel nostro caso il Cardo Santo o Cardo Benedetto (Cnicus Benedictus), forse originario di Cartagine e delle regioni mediterranee, l'abilità e l'inventiva dei pastori sardi ha creato un liquore finissimo dalle mirabili proprietà digestive e stimolanti. La preparazione è quella comune ad altri liquori tipici sardi: le sommità dei fiori e dei fusti liberati dalla scorza, ma soprattutto le radici, si mettono in infusione alcolica a freddo con la consueta aggiunta di zucchero o miele. Dopo un adeguato periodo di decantazione e invecchiamento trova il suo consumo ideale a fine pasto.


Liquore di Corbezzolo

"Alcuni arbusti di corbezzolo erano così carichi di frutti che parevano coperti da drappi rossi". Questo straordinario scorcio di campagna sarda di cui è autrice Grazia Deledda, risponde alla realtà della nostra isola, dove questo arbusto o alberello sempreverde della famiglia della Ericacee (Arbutus Unedo), alto sino a una decina di metri raggiunge l'apice del suo splendore nel periodo invernale con la maturazione delle sue bacche rosso vivo.

Si assiste a volte, dato che la fioritura del corbezzolo è scalare, all'esplosione cromatica dei verde lucido delle sue foglie sparse e coriacee, del rosso dei suoi frutti e del bianco dei suoi fiori in racemi, composti, pendenti, ingentiliti da una corolla urceolata a cinque denti. Il frutto dolce e prelibato ha sempre richiamato l'attenzione dei sardi, che si sono esercitati in accurate e deliziose preparazioni, come le marmellate, l'acquavite e il Liquore di Corbezzolo. Quest'ultimo, che si ottiene dall'infusione alcolica a freddo dei frutti maturi, ha un colore bianco leggermente rosato e un gusto delicato con lievi sentori di pomacee.


Liquore di Fichi d' India

Il Fico d'India, pianta originaria delle regioni centro-meridionali del continente americano, importato in Europa dopo la scoperta dell'America, è attualmente diffuso in tutte le regioni meridionali e insulari dell'Italia: Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Cresce spontaneo, tra i muretti a secco della nostra isola, e come questi un tempo utilizzato per delimitare le zone di confine tra un terreno e l'altro.

Produce dei frutti ricoperti da ciuffi di setole pungenti, dal colore variante dal bianco al giallo, e dall'arancio al rosso con la maturazione. Questi si raccolgono a luglio e agosto o in autunno, solo quando precedentemente è stata effettuata la scoccolatura. Sono molto ricchi di zuccheri, ottimi per il consumo diretto, per la produzione di marmellate, di sapa, di alcool mediante la fermentazione e del Liquore di Fico d'India. In questo preparato, i frutti maturi, particolarmente dolci e delicati, ripuliti dalla parte esterna, vengono messi in infusione a freddo in alcool, arricchiti con miele o zucchero. Si ricava così un liquore dal colore giallo canarino, dal gusto caratteristico, delicato, con una gradazione alcolica che oscilla tra i 21 e i 25 gradi.


Liquori di Agrumi

La coltivazione degli agrumi in una regione a clima caldo, qual è certamente la Sardegna, è profondamente radicata. Le campagne, i viali dei paesi, i giardini delle case rurali sono spesso adorni di queste piante ornamentali sempreverdi. Le loro foglie lucide di un verde brillante, i fiori bianchi dal profumo intenso, il colore dei frutti dal giallo nel Citrus limon, all'arancio nel Citrus aurantium sinensis, sono un appagante spettacolo per gli occhi.

Il limone e l'arancio sono piante di origine orientale, divenute parte integrante della cultura gastronomica sarda. Basti pensare all'essenza di acqua di fior d'aranci, utilizzata per aromatizzare is gueffus, o il Liquore di Limone, che si ottiene dall'infusione a freddo della scorza dei frutto verde nell'alcool, con l'aggiunta di miele o zucchero. Dal colore giallo-verdastro, dal sapore aromatico che ricorda il frutto di provenienza ricco di olii intensi contenuti nella scorza, il Liquore di Limone si è rivelato un ottimo dissetante particolarmente gradito nelle calde notti d'estate.


Liquore di Mirto

Il Mirtus comunis (mirto, mortella, muta o murta in campidanese), che ha conquistato molti nostri litorali, campagne e boschi, è un arbusto sempreverde alto 1-2 metri, appartenente alla famiglia delle mirtacee. Presenta dei rami glabri, e delle foglie piccole, coriacee lucidissime nella parte superiore, ed opache nella parte inferiore.

II fiori bianchi sbocciano da giugno ad agosto, mentre i frutti, piccole bacche carnose dal sapore amaro e dal gusto selvatico, dal colore porpora tendente al nero-bluastro, maturano in autunno e vengono raccolti in inverno. Mediante l'infusione a freddo, e l'equilibrato dosaggio di miele o zucchero si ottiene un liquore deliziosamente aromatico, dal colore rosso chiaro al rossobluastro. Dai germogli, sempre attraverso l'infusione a freddo si produce un liquore più delicato, dal colore bianco tendente al verdolino. I liquori di Mirto rosso e bianco, dalle proprietà tonificanti e digestive, vanno serviti freddi come aperitivi o digestivi.


Liquore di Villacidro

Di questo liquore si sa ben poco poiché l'antica ricetta è custodita gelosamente da chi l'ha inventata a Villacidro, sebbene oggi sia prodotto e commercializzato anche da produttori del Nord della Sardegna. Alcune aziende indicano nell'etichetta gli elementi utilizzati per la sua preparazione (alcool, zucchero, aromi naturali), senza comunque rivelarne le dosi, anche se il componente aromatico prevalente è l'essenza di anice.

Viene prodotto nelle versioni bianco e giallo. Il Villacidro giallo, prevede l'aggiunta dello zafferano, una spezia di origine orientale, ma coltivata in Sardegna, che conferisce al liquore il caratteristico colore giallo. Tradizionalmente utilizzato per aromatizzare i più tipici dolci sardi, si presta bene come digestivo o aperitivo.


_______ Schede cortesia del Centro Estero Camere Commercio - Italia _______