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Formaggio
a Denominazione d'origine protetta, il Pecorino Romano
è un rinomato formaggio a pasta dura fatto con
solo latte fresco di pecora dei pascoli aromatici della
Sardegna, del Lazio e della provincia di Grosseto in Toscana.
E' un prodotto a pasta dura che si presenta di forma cilindrica,
a facce piane con diametro tra i 25 e i 35 centimetri
e di peso variabile da 20 a 35 chilogrammi; la sottile
crosta è avorio o paglierina. La pasta è
compatta, talora con una leggerissima occhiatura, ma non
liscia: stagionata ricorda l'aspetto del granito. Di sapore
aromatico, ha un piccante che aumenta con la stagionatura
e tenore di grasso non inferiore al 36 per cento riferito
alla sostanza secca.
Grazie alla genuinità assoluta e facile digeribilità
è particolarmente indicato per le esigenze dei
consumatori attenti ad unalimentazione corretta
e naturale.
Ricco di preziose vitamine, proteine e sali minerali è
in grado di soddisfare nel modo più salutare il
fabbisogno energetico quotidiano.
Il Pecorino romano si produce da ottobre al luglio dell'anno
successivo con latte di due mungiture. Questo viene accuratamente
filtrato, condizionato termicamente, messo in caldaia
e addizionato con una coltura naturale di fermenti lattici;
quindi si porta la temperatura a 39 gradi e lo si coagula
mediante una soluzione di caglio. Rotto il coagulo in
granuli, la cagliata viene cotta a 45-48 gradi e quindi
scaricata nella vasca di drenaggio. Qui si effettua la
formazione della pasta, che viene suddivisa in tanti blocchi
quante sono le forme; questi, sistemati in fascere, subiscono
successive pressature. Dopo che la forma è stata
marchiata si procede alla salatura, che avviene a secco
e a più riprese. Le forme passano poi alla stagionatura
(cinque mesi per il formaggio da tavola e almeno otto
per quello destinato alla grattugia).
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Può essere
grattugiato, mangiato a scaglie, o utilizzato come
stuzzicante ingrediente nella preparazione di piatti
classici della cucina regionale o di ricette inedite
e creative, cui conferisce gusto e profumo.
Valori nutritivi per 100 grammi:
24,6 di proteine
31,87 di lipidi
vitamine A, B2, E, C
932 mg di calcio
350 mg di fosforo
390 Kcal/100 di valore energetico |
Probabilmente
l'odierno Pecorino romano non differisce molto da quello
dei pastori laziali di 2000 anni fa. Studiosi come Varrone,
Galeno, Plinio il Vecchio scrivono delle tecniche di caseificazione
di questo formaggio; Columella, nel De re rustica (I secolo
d.C.) ne descrive la preparazione in termini analoghi
a quanto avviene oggi. Da allora il "pecorino all'uso
romano", adatto per la sua conservabilità
anche alle esportazioni via mare, ha mantenuto costante
nel tempo un alto gradimento da parte dei consumatori.
Con la caduta dell'Impero romano l'attività agricolo-pastorale
subì una profonda recessione e il formaggio servì
solo per l'autoconsumo. Nell'XI secolo, tuttavia, con
la rinascita dei commerci, si organizzarono in Sardegna
e nell'entroterra laziale dei centri di produzione e di
salagione. A fine Ottocento, vista l'esiguità delle
loro greggi, gli artigiani caseari romani pensarono di
espandere l'attività in Sardegna: già nel
1887 l'isola esportava 47 mila quintali di Pecorino, che
salirono nel 1912 a ben 90 mila.
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