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I piatti
sardi che utilizzano questa spezia, composta da piccoli
e delicati stimmi, sono piuttosto numerosi.
Non è facile utilizzare al meglio questi filamenti
dai quali bisogna carpire il massimo del colore e delle
espressioni olfattive: profumo, morbidezza gustativa,
persistenza aromatica.
Le varietà in commercio sono tante e di provenienze
diverse: lo zafferano sardo è di altissima qualità
e di lunga persistenza aromatica.
Il piacere gustativo che crea non sempre aumenta in proporzione
alla quantità assunta. Le dosi di impiego ottimali,
a seconda dell'alimento al quale si incorporano, vanno
da 4 a 8 stimmi per persona. Gli stessi quantitativi tradotti
in polvere corrispondono in peso a gr. 0,01 e a gr. 0,02
circa.
Sempre parlando di zafferano sardo, per un grammo di prodotto
secco occorrono circa 120 fiori che complessivamente portano
360 stimmi: fiori che spuntano da terra solo qualche centimetro
e distanti tra loro; il raccoglitore non ne prende più
di 3 o 4 per volta.
Centinaia, migliaia quando l'annata è buona, sono
i fiori dai quali la sera si estraggono gli stimmi che
vengono essiccati, senza violentarli con eccessivo calore
prima di essere conservati.
Restano i fiori vuotati, i petali dal colore vivo, violaceo.
L'indomani le ragazze addette alla raccolta li renderanno
alla terra, così come vuole la leggenda, per renderla
prolifica.
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