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La
Sardegna è una delle 18 Regioni d' Italia, che
corrisponde all'isola omonima; nel centro del bacino occidentale
del Mare Mediterraneo tra 38°51'52" di latitudine
N e tra 8°8'10" e 9°50'8" di longitudine
E (da Greenwich), si affaccia sul mar Tirreno a est e
a sud, sul mare di Sardegna a ovest, mentre a nord uno
stretto braccio di mare, chiamato Bocche di Bonifacio,
la separa dalla Corsica.
In realtà la Sardegna non solo non ha mai avuto
particolari rapporti, e nemmeno ne ha tuttora, con il
Mezzogiorno d'Italia, bensì gravita piuttosto verso
l'Italia centrale (Lazio e Toscana), mentre prima dell'unità
d'Italia era, di fatto, "Il Regno di Sardegna"
dal quale derivò, attraverso processi storico-giuridici,
l' attuale "Repubblica Italiana". Nel contesto
d'Italia, la regione costituisce veramente un'area a sé:
persino la sua lingua, il sardo, è considerato
un idioma a tutti gli effetti.
Amministrativamente costituisce, così come la Sicilia,
la Valle d'Aosta, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia
Giulia, una regione a statuto speciale, dotata di larga
autonomia. È ripartita nelle province di Cagliari,
Nuoro, Oristano e Sassari; capoluogo regionale è
Cagliari.
La popolazione sarda è costituita da 1.680.000
abitanti (ISTAT 1991) ed è distribuita in un territorio
di 24.089 km2 a bassissima densità (69 abitanti/Kmq
in Sardegna, che si riduce a 60 in provincia di Oristano
ed a 39 in provincia di Nuoro) in centri abitati di ridottissime
dimensioni (un comune su quattro non supera i 1000 abitanti
mentre il 68% è sotto i 3000 abitanti) spesso notevolmente
distanti tra loro e sempre con notevolissime difficoltà
di collegamento per le condizioni della viabilità
e dell'orografia. Circa un quarto della popolazione totale
dell' isola è concentrato nella città di
Cagliari e nei soui dintorni. Per la bassa densità
del suo popolamento, che è pari a circa un terzo
rispetto alla media nazionale, la Sardegna si differenzia
nettamente dalla maggior parte delle regioni italiane;
se si considera la cosiddetta "campagna profonda",
cioè le zone agrarie più arretrate, i valori
scendono addirittura a 30 abitanti per km2. Ai residenti
si aggiunga la presenza di circa 1.700.000 turisti presenti
durante i mesi estivi. La popolazione è caratterizzata
da una omogeneità etnica rara in Italia, anche
se non sono mancate in Sardegna immigrazioni, come quelle
degli spagnoli ad Alghero, dei liguri a Carloforte e dei
napoletani a La Maddalena.
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Cagliari
Città e porto della Sardegna; capoluogo di provincia
e della regione, è situata al centro dell'omonimo
golfo, tra stagni costieri e saline, al margine meridionale
della pianura del Campidano. L'economia locale si basa
sull'attività del porto, che è il più
importante dell'isola, e su varie attività industriali
(stabi-
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limenti
alimentari, chimici, petrolchimici, tessili).
La provincia, che comprende 109 comuni nella parte meridionale
dell'isola, è ricca di miniere (nei territori del
Sulcis e dell'Iglesiente) da cui si estraggono combustibili
fossili, piombo e zinco. Voci importanti dell'economia
locale sono lo sfruttamento delle numerose saline nella
zona costiera e le attività legate al turismo e
alla pesca.
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Nuoro
Città e capoluogo di provincia della Sardegna centrorientale;
è situata a 532 m su una dorsale che scende dal
monte Ortobene (955 m), a nord della regione della Barbagia,
in corrispondenza dello spartiacque fra il Tirreno (che
dista circa 30 km), a
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est,
e il mar di Sardegna, a ovest. Le prevalenti attività
economiche della provincia, che comprende cento comuni
ed è per due terzi collinare e per il resto montuosa,
sono l'agricoltura (cereali, ortaggi, viti, frutta) e
la pastorizia, che alimenta l'industria casearia. Sviluppati
sono l'artigianato e il turismo.
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Oristano
Città e capoluogo di provincia della Sardegna occidentale;
sorge nel Campidano, cioè la pianura alluvionale
del Tirso, fra la riva sinistra del fiume e lo stagno
di Santa Giusta, a 4 km dal golfo che prende il nome dalla
città. La città è un importante mercato
agricolo, con industrie di
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trasformazione
e un porto-canale. La provincia, che comprende 78 comuni
ed è per più di metà collinare e
per il resto pianeggiante, è dedita all'agricoltura
(viti, ulivi, ortaggi, allevamento), all'industria (olearia,
conserviera, vinicola), alla pesca e all'artigianato.
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Sassari
Città e capoluogo di provincia della Sardegna,
situata su un pianoro calcareo che digrada verso il golfo
dell'Asinara, nella estremità nordoccidentale dell'isola.
La città è il principale mercato per i prodotti
del circostante territorio agricolo, oltre che attivo
centro commerciale, con
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industrie nei settori alimentare (molini, pastifici, oleifici,
caseifici, aziende vinicole), poligrafico, farmaceutico,
tessile, metalmeccanico, del legno e del vetro.
Caratteristica
è la lavorazione del sughero. La provincia di Sassari,
che comprende 89 comuni ed è collinare per tre
quarti della sua superficie, è dedita all'agricoltura
(cereali, ulivi, viti, agrumi, ortaggi, frutta, querce
da sughero), all'allevamento di ovini, alla pesca, alla
lavorazione del sughero. A Porto Torres si trovano inoltre
un importante polo industriale, stabilimenti alimentari,
chimici, metalmeccanici e tessili. Attivo è anche
il turismo balneare nei numerosi e noti centri costieri.
Caratteristiche sono le lavorazioni artigianali di arazzi,
tappeti e ceramiche.
Mentre
si registra l'eccessivo spazio occupato dal pubblico impiego,
in dipendenza anche dal fatto che la Sardegna costituisce
una regione ad amministrazione autonoma, l'unico settore
fiorente tra le attività terziarie è quello
del turismo. Si tratta però di un settore ancora
gestito in modo disorganico che, con interventi di tipo
speculativo, ha potenziato le località balneari
e di villeggiatura di alcune zone costiere (area attorno
ad Alghero, Costa Smeralda, Gallura, e poche altre) trascurando
i valori culturali, etnici ed ambientali che, per altro,
sono fra i più interessanti del bacino mediterraneo.
Eccettuate aree molto limitate nelle quali è stata
introdotta una orticoltura intensiva (ad esempio le coltivazioni
di carciofi), l'agricoltura sarda è estensiva e
destinata ai cereali: poco spazio vi hanno anche quelle
colture legnose (come vite e olivo) che sono tipiche dell'area
mediterranea. La viticoltura fornisce tuttavia vini di
grande qualità. Considerato il sostanziale fallimento
(almeno in termini occupazionali, ma non solo) dei complessi
dell'industria di base, si può dire che il settore
secondario è, se non proprio assente, di scarso
rilievo. D'altra parte i complessi petrolchimici funzionanti
assorbono un numero limitato di addetti. Attualmente la
percentuale di attivi impegnati nell'industria è
persino inferiore alla media del Mezzogiorno.
La Sardegna detiene, con la Sicilia, il primato della
dispersione scolastica con un tasso di abbandono di ben
il 13,3% contro il 6,6% della media nazionale mentre i
laureati sono solamente il 4% della popolazione e l'8,2%
delle forze lavoro.
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