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Chiese e Monumenti della Sardegna
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Basilica della
Madonna di
Bonaria
Cagliari

La Basilica della Madonna di Bonaria è unita, oggi, all' attiguo e più antico Santuario omonimo. Riteniamo giusto, dunque, trattare i due edifici in maniera autonoma ma, nel contempo, riteniamo sia opportuno conoscere ambedue nella descrizione di Manuela Manca che qui riportiamo in maniera integrale per quanto riguarda la Basilica e che in ugual maniera proponiamo per il Santuario.


La Basilica di Bonaria sorge affianco all'antico Santuario gotico-aragonese. Furono i frati mercedari che, agli inizi del 1700, concepirono l'idea di una grande Basilica che rendesse omaggio alla Vergine di Bonaria. La nuova chiesa avrebbe dovuto comprendere al suo interno anche il trecentesco Santuario, trasformato in cappella. I lavori per la realizzazione dell'edificio ebbero inizio nel 1704. Vennero portati avanti a più riprese e solo dopo lunghe pause tra un secolo e l'altro, si conclusero finalmente intorno al 1960. L'ideatore del progetto originario fu l'ingegnere militare sabaudo Antonio Felice De Vincenti, che la disegnò secondo i canoni del barocco piemontese. Egli fece realizzare a Torino anche un modellino ligneo del progetto della Basilica. Tuttavia i lavori non poterono proseguire per la mancanza di fondi. Dopo diverse interruzioni, essi vennero ripresi verso la fine del 1700 ed affidati all'allievo del De Vincenti, Giuseppe Viana, anche lui ingegnere militare. Il nuovo direttore dei lavori non portò avanti però il progetto del maestro: l'idea della grande Basilica barocca venne abbandonata per una più sobria costruzione classicista. La grande Basilica fu inaugurata e aperta al culto agli inizi della seconda metà del ventesimo secolo. Essa subì dei gravi danneggiamenti in seguito ai bombardamenti del 1943 che colpirono duramente la città di Cagliari. Le bombe causarono danni irreparabili: gli affreschi furono completamente distrutti così come gran parte degli altri ornamenti. Nel dopoguerra iniziò un paziente e lento lavoro di ristrutturazione che si è concluso solamente nella Pasqua del 1998. Determinante, per il buon esito dei restauri, è stato il contributo del Comune di Cagliari. All'interno della Basilica, vicino ai portoni d'ingresso, diverse fotografie documentano le vicissitudini del tempio. Le foto mostrano l'aspetto della chiesa prima degli interventi di restauro, confrontandoli con l'aspetto attuale ed un manifesto ne racconta la storia.


La Basilica presenta una pianta a croce latina ed è divisa in tre navate. Le navate laterali sono separate da quella centrale da imponenti colonne binate in bianco calcare. La navata centrale è sormontata da una volta a botte, mentre quelle laterali hanno una volta a vela. Nel punto d'incontro tra navata centrale e transetto si innalza l'alta cupola ottagona. Al centro del presbiterio è collocato un grande baldacchino che racchiude la mensa dell'altare. Il baldacchino è sorretto da quattro colonne di marmo verde ed è adornato da figure di angeli realizzati in rame dorato, così come i capitelli e le arcate. Esso, insieme alle imponenti colonne binate che si intromettono tra le navate, contribuisce all'imponenza di questo sontuoso tempio che Papa Pio XI proclamò Basilica Minore.

Attraversando le navate laterali si possono ammirare le cappelle, quattro per navata, tutte adornate da grandi affreschi dedicati alla Madonna. Essi rappresentano gli "Episodi della vita di Maria" e sono opera del pittore Antonio Mura che li dipinse nei primi anni del 1900. Nelle cappelle della navata destra egli ritrasse la Madonna di Fatima, l'Assunta (Assumpta est Maria in cielum) e la Madonna Ausiliatrice (Auxilium Christianorum). Nelle cappelle della navata sinistra raffigurò la Madonna del Santissimo, l'Immacolata (Immacolata Conceptio ego sum) e la Vergine del Rosario (Regina Sanctissimi Rosarii ora pro nobis).

Il quadro della seconda cappella della navata destra, rappresenta la "Sacra Famiglia" (Et invenerunt Mariam et Josephe et Infantem) e fu eseguito da Giuseppe Aprea, a Napoli, nel 1941. La tela della seconda cappella della navata sinistra è opera della pittrice Gina Baldracchini (che affrescò anche la volta del presbiterio del Santuario di Bonaria) che vi dipinse la Madonna della Mercede (Redemptrix captivorum ora pro nobis). Sul lato sinistro del presbiterio, nella cappella della Madonna della Pietà, si può ammirare la scultura della Madonna del Combattente del grande artista sardo Francesco Ciusa. Dalla scena, scolpita nel marmo, si sprigiona una grande intensità emotiva.

La Basilica comunica col Santuario attraverso una porta a vetri che si apre alla sinistra dell'ingresso principale. Una altra porta, collocata sul lato sinistro del transetto, la mette in comunicazione con la sacrestia.
La facciata realizzata in calcare presenta un ampio porticato. Nell'ordine superiore è posta un'edicola classicheggiante sormontata da un timpano triangolare sorretto da due semicolonne. Di forma triangolare è anche il timpano che sovrasta l'intero edificio e sottolinea lo stemma dell'Ordine della Mercede. Sotto il portico è collocata la grande statua di Papa Paolo VI di Pietro Manzù. Risalgono agli ultimi restauri i portoni in bronzo realizzati dallo scultore Ernesto Lamagna.

Nel sagrato si possono ammirare due sculture in bronzo di tema marinaresco, opera di Franco D'Aspro.
Dalla piazza di Bonaria si gode una bellissima vista sul mare di Cagliari e si diparte una lunga scalinata che arriva sino al sottostante viale Diaz. Ai lati la scalinata è accompagnata da verdi siepi fiorite. Questa suggestiva scenografia ospita, ormai da anni, un appuntamento estivo mondano: la sfilata di moda degli stilisti isolani.

Per leggere il testo di Manuela Manca sul Santuario, clicca il bottone