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Le
prime tracce di vita sulle falde e sul pianoro di Monte Sirai,
nellentroterra sulcitano, in Sardegna, sono da collocare
in epoca neolitica, anche se la morfologia e la struttura del
monte ne fanno una fortezza naturale e quindi consentono di ritenere
che il rilievo abbia costituito un rifugio per l'uomo fin dalle
epoche più antiche. Comunque, i primi stanziamenti umani
a Monte Sirai sono rappresentati da piccoli anfratti naturali
- i cosiddetti ripari sotto roccia - che costituivano le abitazioni
per i vivi e i luoghi di sepoltura per i morti.
Più consistenti testimonianze di vita a Monte Sirai sono
da collocare, sempre in epoca neolitica, attorno al 2500 a. C.
I resti più concreti sono costituiti da alcune caratteristiche
sepolture sotterranee a due o più celle successive, le
Domus de Janas. Che in questo periodo sul monte vi fosse un luogo
di culto è dimostrato dalla presenza di almeno due grandi
stele riutilizzate nella cosiddetta torre cava del Mastio.
Il monte,
in età nuragica, costituiva probabilmente un luogo naturalmente
difeso e ideale soprattutto per l'allevamento del bestiame. Le
testimonianze più dirette della presenza di età
nuragica sono costituite da alcune torri nuragiche erette sia
alla sommità che lungo le pendici. Il nuraghe più
imponente e di maggiore importanza del circondario è il
nuraghe Sirai che è situato nella pianura che si apre a
sud-est del monte. Altre torri nuragiche sorgono sia a sud che
a sud-ovest del monte. Anche il pianoro di Monte Sirai era difeso
da un nuraghe, ma la sua struttura semplice porta a considerare
la sua funzione principale più quella di torre di avvistamento
e di segnalazione che come specifico luogo di difesa. Inoltre,
numerosi frammenti architettonici relativi sia allo stesso nuraghe
che a una Tomba di Giganti sono sul pianoro e appaiono riutilizzati
nelle strutture di età fenicia e punica.
Le prime
tracce di una presenza stabile dei Fenici in Sardegna sono databili
attorno al 750 a. C. e anche a Monte Sirai se ne notano chiari
indizi. La fondazione di Monte Sirai si deve probabilmente ai
Fenici stanziati fin dalla prima metà dell'VIII sec. a.
C. a Sulcis, nell'isola di Sant'Antioco, o forse agli abitanti
che nello stesso periodo occupavano la zona di Portoscuso, ove
è stata rinvenuta una necropoli fenicia.
I Fenici
costruirono a Monte Sirai un centro abitato di notevoli dimensioni,
che si distendeva attorno alla vecchia torre nuragica e occupava
una superficie pari a quella relativa al centro abitato visibile
attualmente, che tuttavia, sia detto per inciso, ben poco presenta
oggi di fenicio.
L'abitato
di epoca fenicia era costruito attorno ad un luogo sacro, oggi
chiamato Mastio poiché, allatto della scoperta, si
è ritenuto che il suo uso fosse soprattutto militare e
difensivo. Questo edificio sorge in parte sul circuito di base
del precedente nuraghe e ha subìto durante i secoli numerose
ristrutturazioni. Si è potuto constatare che la torre nuragica
era ancora in buono stato di conservazione in età fenicia
e che il luogo di culto fenicio era ospitato all'interno della
cella.
Nella valle
a nord dellabitato era situata una grande necropoli a incinerazione,
costituita prevalentemente da tombe a fossa individuali. Tuttavia,
non mancano testimonianze, sia pure non frequenti, dindividui
inumati. Fino ad oggi sono state messe in luce 95 tombe contenenti
i vasi rituali e un piccolo corredo di accompagnamento.
La comunità
fenicia trascorse nell'abitato di Monte Sirai circa duecento anni
di tranquilla attività commerciale, agricola e domestica
fino a quando - attorno al 540 a. C. - Cartagine decise di porre
piede in Sardegna per conquistarla. Le ostilità della città
nord-africana erano rivolte soprattutto nei confronti delle città
fenicie e quindi anche verso Monte Sirai. Infatti, dopo aspri
combattimenti, radicali distruzioni e grandi stragi degli abitanti,
Cartagine se ne impadronì saldamente. In ogni caso, come
tutte le città fenicie di Sardegna, anche Monte Sirai uscì
completamente distrutta dalla conquista cartaginese. I nuovi abitanti
trovarono una sistemazione attorno al Mastio e quindi ripristinarono
solo una parte degli edifici circostanti questo luogo sacro, anch'esso
devastato dagli eserciti cartaginesi. In particolare, è
in questa occasione che venne rasa al suolo la torre nuragica
che ospitava il tempio fenicio. Dunque, dopo la sua conquista,
avvenuta attorno al 520 a. C., il centro di Monte Sirai fu abitato
da non più di tredici famiglie di stirpe nord-africana.
Ciò si deduce dalla presenza nella necropoli relativa a
questo periodo di tredici sepolture a camera sotterranea, quindi
di tipo cartaginese, che rappresentavano altrettante tombe di
famiglia.
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Quindi,
in età punica i pochi abitanti di Monte Sirai, divenuta
zona marginale ed economicamente depressa, si dedicarono soprattutto
all'agricoltura e la vita sul monte trascorse più o meno
tranquilla, ma certamente con scarsi collegamenti commerciali
ristretti alla vicina Sulcis, fino al 360 a. C. circa.
In
questo periodo Cartagine decise di ristrutturare, ampliare e
fortificare alcune tra le città più importanti
della Sardegna e tra queste inserì anche il centro abitato
di Monte Sirai, che, grazie anche alla sua felice posizione
naturale, fu resa inespugnabile. Le mura, tipologicamente e
strutturalmente identiche a quelle di molti altri centri punici
di Sardegna, erano composte da più filari in pietra lavorata
ed erano formate da blocchi di pietra da taglio in trachite
rossa squadrati e bugnati.
Dopo
la costruzione della cinta muraria, l'insediamento di Monte
Sirai iniziò rapidamente a crescere di dimensioni e di
importanza. Fu insediata forse una piccola guarnigione e certamente
nuovi e più numerosi coloni si aggiunsero ai precedenti.
Il centro abitato si ampliò e come estensione si sovrappose
almeno in buona parte alle rovine delle antiche abitazioni di
epoca fenicia. E' appunto relativo a questo periodo il primo
impianto dell'area sacra del tofet, che testimonia appunto il
sopraggiungere a Monte Sirai di ulteriori abitanti portatori
di nuove e diverse usanze.
La
vita nell'abitato di Monte Sirai trascorse per oltre un secolo
apparentemente tranquilla e senza ulteriori avvenimenti di grande
rilievo.
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In
seguito allo scoppio della prima guerra punica, che ebbe una durata
tra il 264 e il 241 a. C., allo scopo di prevenire eventuali sbarchi
di contingenti militari romani, nei centri fortificati furono
insediate alcune guarnigioni costituite da truppe mercenarie.
Dopo la fine della prima guerra punica,. Cartagine fu costretta
da Roma a cedere la signoria della Sardegna. Dunque, senza colpo
ferire, l'isola cadde sotto il dominio di Roma nel 238 a. C, che
in un primo momento si limitò a demolire e a radere al
suolo tutte le fortificazioni erette da Cartagine, per evitare
sul nascere la creazione di possibili capisaldi di resistenza.
In particolare le mura di Monte Sirai furono completamente distrutte
e tutti i materiali furono utilizzati per la ricostruzione del
nuovo centro abitato. L'insediamento cambiò totalmente
il suo aspetto, l'impianto viario fu integralmente ritracciato
e nuove abitazioni sorsero sul vecchio impianto fenicio e sulle
più recenti rovine dell'abitato e delle fortificazioni
puniche. Lo stesso tempio del Mastio fu completamente ristrutturato.
Improvvisamente
e per cause non ancora interamente accertate, attorno al 110 a.
C. l'abitato di Monte Sirai fu abbandonato. Ciò non accadde
in maniera lenta e progressiva, ma in modo subitaneo e improvviso
e si può desumere dallo stato delle abitazioni e dagli
oggetti lasciati sul posto dagli abitanti.
Le
cause di un abbandono tanto repentino dell'abitato di Monte Sirai
sono probabilmente da riferire a qualche calamità naturale,
quale ad esempio l'impoverimento delle risorse idriche.
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Testo
del Dr. Piero Bartoloni
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