|
|
Archeologia
- Monumenti della Sardegna
__________________________________________________
Necropoli
ipogeica
Anghelu Ruju
Alghero (Sassari)
|
|
Ubicata
nella fertile piana che circonda l'approdo naturale di Alghero,
la necropoli occupa una bassa collina di arenaria calcarea e un
piatto affioramento pure di arenaria, separati da una zona priva
di tombe, ove lo spessore della roccia è insufficiente per l'escavazione
delle grotticelle.
|
A tutt'oggi nel sito si conoscono 37 sepolcri del tipo a domus
de janas ed un'unica tomba a fossa.
Gli ipogei sono tutti pluricellulari (da 2 a 11 ambienti), con
ingressi a pozzetto
o a dromos,
talora muniti di gradini. Orientati variamente, sempre con l'imboccatura
impostata in direzione della parte più bassa del rilievo ove si
aprono.
I profili delle singole celle sono talora curvilinei, talora rettilinei,
talora irregolari; varia è la disposizione planimetrica
delle tombe, asimetrica sopratutto nei tipi a calatoia, regolare
( a T o a sviluppo centripeto) per lo più nei sepolcri
a dromos.
Nelle tombe a dromos, considerate particolarmente evolute, si
riscontra una discreta presenza di elementi decorativi sia a carattere
architettonico, sia a carattere magico-religioso.
Gli scavi hanno evidenziato la presenza di successivi seppellimenti,
da due sino a trenta individui, fra i quali sono stati osservati
svariati resti di bambini. I seppellimenti comprendevano inumazioni
primarie, secondarie e, raramente, casi di semicombustione.
Diverse domus all'atto dello scavo risultavano ancora sigillate
all'esterno con lastre litiche e/o mucchi di pietra talora segnacoli
litici e conservavano resti di offerte e pasti funebri consumati
nelle celle più ampie o presso l'ingresso.
|
|
|
DATAZIONE
Il complesso risale prevalentemente alla Cultura di Ozieri (Neolitico
Recente, circa 3300-2900 a.C.), la sua utilizzazione terminò
con la Cultura di Bonnannaro (prima Età del Bronzo, circa
1800-1600 a.C.).
Testo
del Dr. Giovanni Idili 
|
|
|
|