Operatori turistici italiani

Archeologia - Monumenti della Sardegna
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Nuraghe
Losa

Abbasanta (Oristano)

Il nuraghe si leva a breve distanza dal Comune di Abbasanta, lungo la Strada Statale 131, facilmente raggiungibile attraverso l'apposito svincolo che si snoda all'altezza del km. 123, accanto alla diramazione per Nuoro.

Nel sito, pluristratificato, fatto oggetto di indagine tra la fine dell'Ottocento ed il primo ventennio del Novecento, ma non esaustivamente portato alla luce, si apprezzano, nel relativo risalto, le strutture megalitiche nuragiche, evidenziate dagli scavi, mentre rimangono in ombra, per assenza di indagine, le articolazioni minori, sia quelle connesse con l'originario tessuto insediativo, di età nuragica, sia le altre, che mostrano di essersi sovrapposte in fasi successive di età storica .

Il nucleo delle strutture preistoriche è precisamente costituito da un nuraghe a tholos di tipo complesso, svettato in corrispondenza del piano superiore, cui aderisce, nel fianco Nord/Nord-Ovest, un tratto di antemurale turrito a linea spezzata, mentre, a distanza, in proiezione esterna, una muraglia recintoria delimita l'area di pertinenza, interponendo un vasto spazio di villaggio. Si aggiunge, sul fronte meridionale del nuraghe, in posizione ravvicinata, quasi a occluderne l'ingresso, la presenza di una capanna circolare (Cap.1), dotata di duplice varco di accesso, di nicchie parietali, di stipi e di feritoie. Il nuraghe presenta in pianta una stesura trilobata, articolandosi in una torre principale tronco-conica o mastlio (A), intorno alla quale si dispongono, come ai vertici di un triangolo, tre torri analoghe minori (B,C,D) a comporre un massiccio bastione a tre ampi lobi arrotondati, uniti da cortine murarie a linea concava. Ne deriva un disegno di pianta a contorno morbido, concavo-convesso, come adottato al Santu Antine di Torralba ed in altri nuraghi delle aree interne centro-settentrionali dell'Isola. Diversamente dal Santu Antine, però, il bastione del Losa non realizza il cortile, quale spazio interno di raccordo fra le torri, aprendosi, dunque, all'esterno con due ingressi sopraelevati: il principale, a Sud, riceve i raccordi con le torri laterali B e C e immette nella camera basa!e del mastio, insieme consentendo, attraverso la scala d'andito, l'accesso al piano superiore e, di qui, alla attuale sommità del bastione; l'ingresso secondario, a Nord-Est, serve la sola Torre D, che, a sua volta, con una propria scala di camera, si collega, in autonomia, con gli spazi d'uso della medesima parte sommitale.

Tra le camere interne si distingue, per ampiezza ed armonica esecuzione, quella basale del mastio, che conserva integra la copertura a tholos e, come nei nuraghi di migliore elaborazione, si arricchisce alla base di tre nicchie parietali disposte a croce, una in asse con l'ingresso, due sull'asse ortogonale trasverso. Nel quadro della documentazione materiale disponibile, una modesta quantità di fittili consente, al momento, di riportare le fasi più antiche di vita del complesso a tempi conclusivi del Bronzo Medio/iniziali del Bronzo Recente (fine XIV - fine XII sec. a.C. /SANTONI, 2001), mentre un numero maggiore di documenti ceramici, e con essi anche svariati reperti bronzei, evidenzia l'intensita della frequentazione nuragica nelle fasi culturali del Bronzo Finale (fine XII - inizi IX sec. a.C.). Si aggiungono, meno incisive, le attestazioni relative alla prima età del Ferro (inizi IX - seconda metà dell'Vlll sec.a.C.) ed al primo Orientalizzante (ultimo quarto VIII - primo quarto VII sec.a.C.).

Nell'area, in sovrapposizione ai lembi nuragici e/o in adiacenza ai medesimi, si registrano, come detto, articolate attestazioni insediative, da riferire ai diversi momenti della rifrequentazione storica del sito, che abbraccia l'arco temporale di oltre un millennio, muovendo da fasi culturali tardo-puniche (IV sec.a.C.) per giungere, attraverso l'età romana repubblicana, imperiale e tardo-romana, a coprire anche momenti culturali di fase bizantina (VII - VIII sec. d.C.).


Testo e grafica di G. Bacco
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano
Fotografie: P. Grasso - C. Buffa - L. Corpino