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La
Sardegna aragonese
1323 - 1516
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GLI ARAGONESI
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I Catalano-Aragonesi sbarcano in Sardegna, vincono la Repubblica
di Pisa e danno forma al primo "Regno di Sardegna".
Pietro il cerimonioso costituisce a Calari il primo Parlamento
che, con il trascorrere dei secoli e della storia, diverrà
poi, l'attuale Parlamento Italiano.
Testo
di Sergio Atzeni.

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Nel 1294 salì al soglio pontificio Benedetto Caetani
col nome di Bonifacio VIII che cercò di risolvere
la complicata situazione siciliana convincendo Giacomo II
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Carlo
II figlio di Carlo I D'Angiò, a sottoscrivere
un trattato con il quale il primo rinunciava ai diritti
sulla Sicilia e come cenno tangibile di pace avrebbe
sposato Bianca D'Angiò figlia di Carlo II;
come contropartita il pontefice si impegnò
a togliere la scomunica e creare "il Regno di
Sardegna e Corsica" da affidare allo stesso Giacomo
II.
Naturalmente il Regno che il papa si accingeva a istituire
era puramente nominale ed il Re di Aragona avrebbe
dovuto conquistarlo per diventare sovrano di fatto.
La chiesa romana esercitava il diritto di istituire
regni sostenendo che tale facoltà gli derivasse
dalla donazione di.
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Costantino che, morendo,
avrebbe lasciato alla chiesa la città di Roma e le
province occidentali.
Questo diritto fu chiamato "Costitutum Costantini",
si rivelò un falso storico e fu applicato a prescindere
dalla realtà sarda, che forse non interessava la chiesa.
Gli
Aragonesi in Sardegna
(...)
Il 30 maggio 1323, l'esercito aragonese sbarcò a Palma
di S. Giovanni Suergiu al comando di Alfonso, primogenito
del Re Giacomo II.
Dopo un assedio fu espugnata Villa di Chiesa (Iglesias), erano
passati sette mesi dallo sbarco. Il Comune di Sassari si affrettò
intanto a schierarsi dalla parte degli aragonesi per convenienza,
non certo per ideali e non possiamo certo biasimare questo
atteggiamento; chi è più forte ha sempre ragione
ed è meglio averlo amico che nemico.
Gli aragonesi, dopo aver espugnato Villa di Chiesa, assediarono
Castel di Castro di Calari ponendo il quartier generale sul
colle di Bonaria, schierando l'esercito in linea verso Quartu.
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I pisani, quasi di sorpresa, fecero sbarcare un esercito
nei pressi della spiaggia prospiciente l'abitato di
Capoterra, che a tappe forzate si diresse verso Calari,
costeggiando lo Stagno di S. Gilla. L'esercito aragonese
si mosse andando incontro a quello pisano.
Lo scontro, in campo aperto, avvenne presso l'odierno
abitato di Elmas in località Lutocisterna e
finì con la vittoria degli aragonesi che nello
stesso tempo avevano distrutto le navi pisane nelle
acque prospicienti il Castello di Calari.
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Sigillo
di Giacomo II re d'Aragona
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Ai Pisani non rimase
altro che firmare una pace con la quale cedevano tutti i territori
del cagliaritano e della Gallura tenendo solo Castrum Calari.
Era il 17 Giugno 1324 e il Regno di Sardegna prendeva corpo.
Il Regno era formato dei territori dell'ex giudicato di Calari
e di Gallura e dall'enclave del comune di Sassari.
Gli Arborea, come detto precedentemente, sconfitti i pisani
e dichiaratisi vassalli di Aragona, per 25 anni accettarono
la situazione per poi passare allo stato di guerra, decisa
regolarmente della "Corona De Logu" (Parlamento).
Quale fu il motivo scatenante dello stato di guerra non si
è mai saputo, Aragona non aveva motivo di minacciare
un suo vassallo, né convenienza ad affrontare una guerra
così presto. Se ne desume che il giudicato D'Arborea
volesse scrollarsi di dosso "lo straniero" e appropriarsi
delle terre per porle sotto il suo dominio diretto.
Era il 1353 e Mariano IV, a capo di un esercito mosse verso
il sud dell'isola, sconfiggendo presso Decimo Gherardo della
Gherardesca, vassallo del Re d'Aragona e puntando verso Castrum
Calari dove però fu fermato e costretto a ritirarsi
verso Sanluri. A Nord Mariano IV alleato ai Doria conquistò
Alghero per poi porre l'assedio a Sassari.
Dopo l'intervento di una spedizione aragonese, si giunse alla
pace di Sanluri, l'11 luglio 1355 e la Sardegna ebbe un periodo
di pace.
La partita si riaprirà più tardi, per giungere
al 1392 quando tutta la Sardegna, ad eccezione di Alghero
e Castel di Cagliari, passò sotto il Giudicato di Arborea.
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Soldato aragonese alla Battaglia di Sanluri |
Si
arrivò così al 1409 quando i catalani,
sconfitta per mare una flottiglia di navi genovesi
che portavano aiuti al Giudicato D'Arborea, distrussero
l'esercito Giudicale presso Sanluri e più tardi
conquistarono Oristano che, arrendendosi, consegnò
automaticamente nelle mani degli iberici tutti i territori
giudicali tradizionali intorno ad Oristano; era il
29 marzo 1410.
Il giudicato di Arborea sopravvisse, con le curatorie
del Nord e centrali.
Dopo tentativi di rivincita degli arborensi, che riuscirono
perfino a minacciare Alghero e Oristano. Guglielmo
III di Narbona-Bas barattò,
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col Re d'Aragona Ferdinando
I, la cessione venale dei suoi diritti di Giudice e conseguentemente
dei territori già arborensi.
La somma pattuita di 100.000 fiorini fu versata e così
finì ingloriosamente il Giudicato di Arborea e con
esso la speranza di libertà di tutti i sardi che definitivamente
furono soggetti agli aragonesi; era l'anno del Signore 1420.
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Testo
estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni
per cortesia dell'autore.

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