| |
______________________________________________________________
La Sardegna,
entrata nell'orbita Iberico-Aragonese ne subì la
politica e fatto importante, l'isolazionismo che la portarono
ad una progressiva quanto inarrestabile decadenza, mentre
i sardi assistettero, emarginati, agli avvenimenti storici
più importanti del tempo.
La scoperta poi delle nuove terre occidentali oltre il mare,
chiamate prima Indie
|
Alghero:
città dove ancora oggi si parla catalano. |
poi
Americhe, tolsero all'isola ogni importanza.
La Sardegna fu governata dagli aragonesi tramite i
feudatari, che con il possesso di territori chiamati
feudi, controllavano le popolazioni e l'economia.
Alcune città governate direttamente furono
chiamate regie: Cagliari, Iglesias, Oristano, Bosa,
Alghero, Sassari e Castell'Aragonese.
|
Gli
aragonesi si impossessarono così , fisicamente e
giuridicamente del Regno, che precedentemente gli apparteneva
solo teoricamente.
La dominazione iberica fu caratterizzata da due eventi drammatici
che segnarono demograficamente ed economicamente l'isola:
la peste e le incursioni barbaresche.
Gli aragonesi in un primo tempo controllavano l'isola tramite
un governatore che aveva la residenza ed il suo palazzo
nella cittadella fortificata di Bonaria e poi a Castrum
Calari. Dal 1418, la carica passò ad un Vicerè,
che esercitava il suo potere per conto ed in vece del sovrano,
coadiuvato da una cancelleria il cui capo, chiamato reggente,
assisteva il vicerè nella amministrazione della giustizia.
Castello fu popolato in breve dagli aragonesi, che dopo
aver scacciato i residenti sardi, cercarono di imporre l'ibericità
a tutti costi, mentre la corsa ai feudi da parte dei nobili
o presunti tali, di ricchi commercianti, di alti funzionari
fu inarrestabile e causò dissidi e gelosie. Chi possedeva
del denaro, non faticava più di tanto per ottenerli,
così come chi potesse contare su un parente influente
a corte specialmente se di sesso femminile e nelle grazie
dei governanti.
In breve i numerosi feudi furono in mano ad un numero limitato
di famiglie che, con opportune alleanze e matrimoni, aumentarono
i propri possedimenti, non disdegnando intrighi e soprusi
verso altri feudatari pur di consolidare i propri patrimoni.
Nel 1412 diventò Re Ferdinando De Antequera al quale
successe Alfonso V.
Questa nuova dinastia di cultura Castigliana, tendeva a
trasformare lo stato in assoluto, scontrandosi con i catalani
che avevano tradizioni di autonomie locali e costituivano
una nazione unita. Un tentativo di rivolta dei catalani
fu stroncato sul nascere e i sovrani filocastigliani si
circondarono gradualmente di feudatari, funzionari e militari
a loro favorevoli.
Si ebbe così una sempre maggiore influenza di questi
nobili che costituirono, col passare del tempo, una potente
oligarchia, con la quale ogni sovrano doveva misurarsi.
La Sardegna, emarginata quanto mai, fu preda di questi nuovi
padroni che governavano indisturbati nei loro feudi, lasciando
la popolazione nella condizione di estrema povertà
sottoposta a vessazioni e soprusi di ogni genere.
In Sardegna nel 1470 alla morte del marchese di Oristano
e del conte di Quirra che, da soli, possedevano oltre la
metà dei feudi dell'isola, scoppiò una lotta
per la successione a questi grandi patrimoni.
|
Erede del conte di Quirra fu designata una fanciulla,
Violante, sotto la tutela del Vicerè Nicolò
Carroz, mentre Leonardo Alagon ereditò le proprietà
del marchese di Oristano.
Fu scontro aperto, poiché il Vicerè
era nemico giurato dell'Alagon ed era deciso ad impedirne
la successione al marchesato per il quale egli stesso
aveva delle pretese.
|
Leonardo
Alagon
|
Quando
le sue armate furono sconfitte nelle campagne di Uras, i
sardi videro in Alagon un nuovo condottiero e si arruolarono
nel suo esercito per combattere gli aragonesi.
Nel 1478, però, Leonardo Alagon fu sconfitto nella
battaglia di Macomer, fatto prigioniero e condotto in Spagna
dove morì, detenuto, molti anni dopo; mentre nel
|
Ferdinando
d'Aragona e Isabella di Castiglia. |
1481
il marchesato di Oristano venne assorbito dalla corona
e il suo governo affidato ad un funzionario regio.
Nel 1479, moriva intanto, il re Giovanni II detto
senza fede al quale successe il figlio Ferdinando
II sposato con Isabella Regina di Castiglia; si ebbe
così l'unione dei Regni di Castiglia e di Aragona,
senza la fusione degli stessi che rimanevano giuridicamente
autonomi.
|
|
|