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Con
l'avvento dell'Islam il Mediterraneo e gli stati che vi
si affacciavano diventarono poco sicuri e, nel 705 la Sardegna
subì un primo attacco, improvviso e non atteso, che
seminò il panico tra la popolazione. Il governo bizantino,
dominatore dell'isola, non seppe difendere in alcun modo
le coste ed i centri abitati.
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Terme
romane a Forum Traiani - Fordongianus (OR) |
La
Sardegna era inserita nell'esarcato d'Africa, ed era
governata da un Prases o Judex Provinciae che risiedeva
a Caralis, mentre l'esercito era affidato ad un comandante
chiamato "DUX" che risiedeva a Forum Traiani.
I barbaricini in quello stesso periodo erano stanziati
entro i confini della "Barbagia" e forse
erano organizzati in piccoli stati indipendenti che
si univano solo per contrastare i tentativi dei dominatori
dell'isola di assoggettarli. Vivevano, quindi, in
"splendido" isolamento, continuando, forse,
le tradizioni nuragiche, adorando pietre e animali,
ma rimanendo fieri indomiti e incontaminati.
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(...)
La dominazione bizantina nell'isola era caratterizzata da
una crescente fiscalità che impoveriva sempre più
il popolo, il quale doveva subire anche le vessazioni dei
funzionari imperiali che, a loro volta, depredavano per arricchirsi
personalmente.
La Sardegna era divisa in quattro territori chiamati "
Partes" governati da altrettanti funzionari che dipendevano
da Caralis. Ogni funzionario, probabilmente, data la lontananza
dalla madrepatria ed il mancato controllo di chi
stava
più in alto, agiva nel suo territorio come un
"sovrano", imponendo tributi di ogni genere
e compiendo ogni sorta di sopruso.
Anche la confusione che regnava dal punto di vista religioso,
con la chiesa, che nominalmente era romana, ma che sostanzialmente
era di rito bizantino, con il clero dalla folta barba
ed il battesimo per immersione, non contribuiva certo
a rendere la situazione più chiara. |
San
Giovanni in Sinis - Cabras - Oristano
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La chiesa sarda, inoltre,
era autocefala (il Primate veniva eletto da una assemblea
di vescovi che a loro volta erano nominati dal Primate), una
sorta di indipendenza dalla chiesa di Costantinopoli che riconosceva
però il primato della chiesa di Roma.
Una situazione politica, religiosa, economica alquanto confusa
che non favorì certo una organizzazione volta alla
difesa dagli sbarchi musulmani, sempre più frequenti.
La situazione per l'isola peggiorò sensibilmente dopo
il 732, anno in cui i musulmani furono battuti a Poitiers
e costretti a rinunciare alla conquista dell'Europa centrale,
rivolgendo così le loro mire esclusivamente verso le
terre mediterranee.
(...)
L'occupazione della Sicilia nell'827 e di Creta da parte dell'Islam
diede un colpo di Grazia definitivo alle speranze sarde; i
contatti con la madrepatria furono troncati e nessun rifornimento
e aiuto poté più arrivare nell'isola che rimase
abbandonata a se stessa ed in balia degli attacchi sempre
più frequenti.
L'esercito bizantino stanziato nell'interno della Sardegna,
fu senz'altro trasferito nelle zone costiere per far fronte
ai mori, con il risultato di dividere le forze senza nessuna
speranza di contrastare i musulmani che avevano a disposizione
mille e più chilometri di coste per sbarcare.
La storia ci tramanda che lo Judex Provinciae (massima carica
bizantina nell'isola) assunse anche la carica di comandante
militare, per meglio organizzare la difesa in quel momento
di estremo pericolo, diventando di fatto il vero padrone dell'isola,
data la mancanza di collegamenti con Costantinopoli.
Ne consegue che la Sardegna a cavallo dei secoli VIII e IX
dovette, necessariamente, rendersi autosufficiente economicamente,
producendo i generi alimentari di largo consumo e reintroducendo
il baratto; una situazione tragica che
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portò
il popolo ad una condizione di povertà estrema,
considerando anche le vessazioni dei nobili che nonostante
la crisi, non rinunciarono certo ai loro privilegi.
Il giudice provinciale nominò dei luogotenenti
dislocandoli nelle zone dell'isola strategiche per
la difesa delle coste.
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Questi luogotenenti furono,
probabilmente, investiti anche dalla carica di comandanti
delle forze militari locali per poter agire nel modo migliore
contro gli attacchi dell'Islam.
Forse una improvvisa indipendenza di questi luogotenenti che
si proclamarono autonomi staccandosi dal potere centrale rappresentato
dal giudice provinciae che risiedeva a Caralis, fu la causa
della formazione dei Giudicati.
(...)
Valutiamo la realtà della Sardegna in quel periodo:
l'esercito sempre più indigeno schierato lungo le coste
e le città e i paesi sul mare abbandonati a favore
dell'interno, per evitare le razzie musulmane, il territorio
sardo diviso, forse in quattro regioni, per meglio essere
difeso sotto la giurisdizione civile e militare di un luogotenente.
Ipotizziamo che i luogotenenti avessero a disposizione sia
i soldati sia le entrate fiscali e vantassero una tale autonomia
che il giudice della provincia col passare degli anni non
poté, anche volendo, più imporsi. Si raggiunse
così una parità di forze tale che ogni delegato
diventò potente quanto il delegante.
Ma non si può ancora parlare di stati perfetti, almeno
nell'864, in quanto il governo locale era ancora, almeno teoricamente,
subordinato al potere centrale di Caralis nonostante la presunta
autonomia.
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Dopo breve tempo
troviamo i quattro regni con una divisione amministrativa
e un sistema elettivo identico: curatorie, Ville (paesi),
Corona De Logu (Parlamento), Giudice ( Rex), Majore
de Villa (Sindaco), nomina nello stesso modo democratico
dei grandi elettore di curatoria delegati all'elezione
del Giudice
Un sistema complesso adottato improvvisamente e contemporaneamente
nei quattro regni, nonostante la diffidenza di un "Giudice"
verso l'altro, tanto che i confini dei territori erano
talmente chiusi che anche le sole idee non riuscivano
a passare.
E
i sardi della Barbagia?
Non si ha nessuna notizia di quel popolo, anzi gli ex
territori barbaricini li ritroviamo divisi nei quattro
giudicati, incorporati quindi senza alcuna apparente
resistenza. |
Tutto ciò non
sembra né logico né possibile. Un popolo che
aveva resistito ai fenici, ai cartaginesi, ai romani, ai vandali
e agli stessi bizantini non può aver ceduto a dei giudici,
peraltro in piena crisi e con eserciti improvvisati e impreparati
tesi alla difesa della propria casa dai mori più che
a quella del territorio.
Azzardiamo l'ipotesi che furono invece i barbaricini a prendere
l'iniziativa e coscienti della divisione e della debolezza
dei bizantini o dei sardi bizantinizzati, scesero dalle montagne,
loro secolari roccaforti, avendo ragione in breve tempo dei
loro avversari.
Se così fosse avvenuto, si giustificherebbe l'assenza
di fonti scritte almeno fino all'anno mille; si potrebbe capire
la forma di governo giudicale che deriverebbe da quella barbaricina,
mutuata nelle sue linee essenziali da queste nuove realtà
statuali.
È facile teorizzare un collegamento col sistema nuragico
incentrato sul consiglio degli anziani e su un sovrano, che
nei secoli avrebbe resistito tra le montagne della "
Barbaria". Quindi i Giudicati, se così fosse,
si potrebbero configurare come gli eredi del sistema nuragico
e del sistema barbaricino. (...)
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