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La Sardegna giudicale
850/900 - 1420
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IL GIUDICATO
DI ARBOREA

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Dal 900 al 1420

Testo di Sergio Atzeni.
 
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Città Giudicale:

Tharros, e in seguito Oristang


Curatorie del Regno di Arborea:


Barbagia di Belvì, Barbagia di Ollolai, Barigadu, Bonorzuli, Campidano di Cabras, Campidano di Milis, Campidano di Simaxis, Guilcièr, Mandrolisai, Marmilla, Montangia, Usellos, Valenza e Brabaxiana.

Lo stemma:

Lo stemma del giudicato di Arborea era l'albero deradicato.


  Gonario Comita

non si hanno notizie.

  Torchitorio - Lacon-Gunale

lasciò la carica al figlio Mariano.

  Mariano I

non si hanno notizie.

1070 1073 Orzocco I - Lacon-Zori .

trasferì la capitale del Regno da Tharros a Oristano.

  Torbeno - Lacon-Zori

ci è rimasta una pergamena che costituisce il primo documento in sardo che documenta l'acquisto di un cavallo in cambio di un terreno.

1122 ? Orzocco II - Lacon-Zori

con lui termina la casata dei Lacon-Zori poiché Orzocco muore senza figli.

  Costantino I ( Lacon-Serra)

si aprì agli ordini religiosi dei Benedettinie dei Vittorini donando chiese e santuari. Gli successe il figlio Comita.

1131 1146 Comita III ( Lacon-Serra)

cercò l'espansione territoriale aspese del giudicato di Torres in assenza di giudice per la forzata lontananza di Gonnario minacciato da Saltaro.
Si avvicinò a Genova, concedendo la metà delle miniere d'argento d'Arborea e la quarta parte di quelle del Logudoro in caso della loro conquista; in cambio ottenne l'alleanza con la potente città marinara, fu tutto inutile perché fu battuto da Gonnario e costretto a firmare la pace nel 1133.
Tentò di riprendere la guerra inimicandosi i pisani, sempre attenti agli avvenimenti sardi che, tramite il loro arcivescovo, lo scomunicarono.
Morì nel 1146 lasciando il trono al figlio Barisone.

1146 1185 Barisone I - Lacon-Serra

come prima cosa convocò Pisa e gli altri giudici sardi per una conferenza di pace e riuscì a evitare la guerra per ben 15 anni: ebbe così il tempo di prepararsi alla conquista di tutta l'isola che progettava di riunire sotto il suo potere; in questo Genova gli era al fianco.
Per avere altri consensi ripudiò la prima moglie e sposò Agalbursa De Cervera appartenente ad una potente famiglia catalana.
Intanto nel 1162 scoppiò la guerra tra pisani e genovesi e Barisone affiancò i genovesi nell'invasione del Giudicato di Calari costringendo il sovrano Pietro Torchitorio III a rifugiarsi presso il fratello giudice del Logudoro. I due giudici gli mossero guerra invadendo Arborea e fermandosi sotto il castello di Cabras.
Cercò di ottenere una legittimazione internazionale per giustificare le sue ambizioni e riuscì così ad essere nominato dall'imperatore Federico Barbarossa "Re di Sardegna", ciò in cambio di una forte somma di danaro anticipato dall'alleata Genova. Barisone I si impegnò a versare anche un importo annuo all'imperatore quale ricompensa per la protezione accordata.
Non riuscendo a restituire la somma principale al comune ligure fu tenuto prigioniero come ostaggio fino alla restituzione del danaro.
Ritornato nell'isola cercò di compiere il suo disegno invadendo Calari ma fu respinto.
Concesse chiese, territori e privilegi ai Benedettini di Monte Cassino e morì nel 1185.
La Corona De Logu intronizzò il figlio avuto dalla prima moglie Pietro, mentre la seconda moglie Agalbursa sosteneva i diritti del nipote Ugo De Bas.
Agalbursa morì nel 1186 e per risolvere la situazione i genovesi da un lato e aragonesi e pisani dall'altro si accordarono per un governo in
condominio dei due pretendenti.

1185 1211 Pietro I e Ugone I

Nel 1195 Guglielmo Salusco IV di Calari attaccò Arborea e prese prigioniero Pietro I ed il figlio appena di 5 anni Barisone II, l'altro giudice in condominio Ugone I scappò lasciando il giudicato in mano al terribile Guglielmo che non esitò a distruggere Oristano e a farsi riconoscere Giudice.
Pietro I morì, forse prigioniero a Pisa, mentre Ugone sposò una figlia di Guglielmo, Preziosa e fu reinsediato nonostante la perdita di territori confinanti incamerati da Calari.
Morto Guglielmo, Barisone sposò un'altra figlia del Giudice terribile, Benedetta diventando Giudice di Calari.
Alla morte di Ugone nel 1211 salì al trono il figlio Pietro.

1228 1241 Pietro II - Bas-Serra

morì nel 1241 lasciando erede il figlio avuto dalla sua seconda moglie Mariano..

1264 1297 Mariano II - Bas-Serra

essendo minorenne, la reggenza fu affidata allo zio Guglielmo di Capraia. Il Papa lo riconobbe sovrano legittimo ma non così la Corona De Logu che lo considerava Giudice di fatto. Durante la sua reggenza partecipò con il suo esercito alla distruzione di S. Igia e allo smembramento del Giudicato di Calari, incamerando la terza parte di quei territori. Lottò anche contro i Doria per incamerare i territori Logudoresi dopo la morte di Adelasia.
Al futuro Giudice Mariano consegnò un giudicato ingrandito fortemente.
Morì nel 1264 lasciando via libera al Giudice di diritto Mariano.
Egli continuò la lotta contro i Doria per consolidare gli ampliamenti territoriali a spese del Logudoro, fu un filopisano per eccellenza, soggiornò lungamente a Pisa dove possedeva una abitazione.
Sposò la figlia dell'ammiraglio pisano Caldera, sfortunato comandante della flotta perdente alla Meloria. Fu fautore del Conte Ugolino della Gherardesca facendo sposare il figlio Giovanni con una figlia del conte.
Parteggiò, dopo la morte di Ugolino, per la sua fazione sposando in seconde nozze la figlia di Guelfo Della Gherardesca, capo della fazione.
Improvvisamente passò alla parte avversa alleandosi col comune di Pisa partecipando alla spedizione contro Guelfo e la presa di Villa di Chiesa.
Alla sua morte nel 1297 lasciò i territori incamerati della terza parte del calaritano ai pisani mentre il governo passò al figlio Giovanni detto Chiano.

1297 1305 Giovanni Chiano - Bas-Serra

regnò quando il Papa Bonifacio VIII istituì il Regno di Sardegna e Corsica concedendo la licenza invadendi a Giacomo II di Aragona. Si sposò con la pisana Giacomina Della Gherardesca, avendo già due figli nati da una relazione con una certa Vera Cappai: Mariano e Andreotto.
Giovanni commise qualche leggerezza forse appropriandosi di terreni demaniali o vendendoli, è certo che il popolo usò il suo diritto alla rivolta uccidendolo nel 1305 circa.
Andreotto morì nel 1305 ed il titolo regale fu di Mariano.

1308 1321 Mariano III - Bas-Serra

fu antipisano e filoaragonese i quali invitò a scacciare dalla Sardegna i toscani. Si sposò con Costanza di Montalcino, impostale dai pisani nel 1312, ma in effetti convisse con Padulesa da cui ebbe sei figli e alla sua morte nel 1321 fu designato al trono uno di essi Ugone.

1321 1335 Ugone II - Bas-Serra

fu avversato dai pisani che lo ritenevano erede illegittimo, anche lui convisse con una donna anonima da cui ebbe tre figli: Lorenzo, Angiolesa e Preziosa. Si sposò infine con una certa Benedetta da cui nacquero numerosi figli tra i quali Pietro, Mariano, Giovanni, Nicola e Maria.
Nel 1323 caldeggiò la spedizione aragonese per impossessarsi dell'isola, dichiarandosi vassallo e versando una somma di danaro in cambio del mantenimento dei propri diritti e della protezione.
Assalì i pisani in una zona di confine, forse Sardara, chiedendo aiuto e ricevendo dagli aragonesi tre galere cariche di armati.
Su suo consiglio la flotta di invasione iberica approdò presso il Golfo di Palmas e unì le sue truppe a quelle aragonesi assediando Villa di Chiesa. Dopo sette mesi la città si arrese e le forze della coalizione si diressero verso Castel Di Castro di Calari che capitolò il 15 giugno 1324. I pisani cedettero tutti i possedimenti sardi tenendo in un primo tempo solo la rocca di Castello con le sue appendici territoriali.
Si dedicò in modo particolare alla "politica matrimoniale" per i suoi figli dando loro una educazione catalana e facendogli frequentare la corte di Barcellona.
Morì di malattia nel 1335 lasciando il trono al figlio Pietro.

1335 1347 Pietro III - Bas-Serra

quando salì al trono era già sposato con Costanza Alamarici, di lontane origini piemontesi e figlia del primo governatore aragonese in Sardegna.
Il suo regno fu mediocre, in pace con gli aragonesi e, forse, costretto a subire l'influenza dei potenti di corte che non avevano nessun interesse a mettersi contro gli iberici.
Morì nel 1347 senza eredi e la Corona De Logu proclamò sovrano il fratello Mariano.

1347 1376 Mariano IV - Bas-Serra

di cultura catalana, avendo vissuto per molti anni a Barcellona, dove sposò la nobile Timbora Rocaberti da cui ebbe tre figli: Ugone, Eleonora e Beatrice.
Gli aragonesi lo nominarono Conte del Goceano e Signore della Marmilla cioè di territori che formalmente appartenevano al Regno di Sardegna e quindi agli stessi aragonesi.
Visse appunto nel castello del Goceano insieme alla famiglia, al suo ritorno nell'isola dopo la permanenza a Barcellona.
Fu uomo di grande cultura e sagacia politica dispensando onori ma anche terribili punizioni, ebbe dalla sua parte la conoscenza profonda degli aragonesi e del loro modo di pensare che gli furono utili in ogni frangente.
Nonostante la sua " Ibericità" pian piano si staccò da quella influenza, forse mosso dal disegno di unificare l'isola sotto il suo dominio.
Già i Doria nel 1347 si ribellarono agli aragonesi e dopo una vittoria ad Aidu De Turdu presso Bonorva non seppero approfittarne; questo evento può aver fatto intuire agli arborensi che gli aragonesi potessero essere sconfitti dall'esercito giudicale ben motivato e conoscitore dei territori.
Mariano IV invase il sud dell'isola accolto dalla popolazione a braccia aperte, catturò Gherardo Della Gherardesca, alleato e vassallo degli aragonesi e si diresse verso Castel di Cagliari per assalirlo, ma fu costretto a ritirarsi forse per far riposare il proprio esercito non pronto ad un lungo assedio della rocca calaritana e perché minacciato dal contingente iberico che, avanzando dall'interno, riportò piccole vittorie in scontri tra avanguardie.
Nel Nord dell'isola gli arborensi, alleati con i Doria, riuscirono a conquistare Alghero ed a minacciare nel 1354 Sassari con un assedio che sarebbe risultato disastroso per la città senza possibilità di rifornirsi dall'esterno. Gli aragonesi furono costretti a formare un corpo di spedizione ed inviarlo nell'isola, prima che i sardi spinti dalle vittorie arborensi si ribellassero.
Il Re in persona, Pietro il Cerimonioso arrivò nell'isola al comando del contingente Iberico, che sbarcò nel Nulauro.
Mariano IV evitò di affrontare il nemico in battaglie decisive, forse lo fiaccò con attacchi di sorpresa e con imboscate impedendo l'arrivo di rifornimenti dal Sud dell'isola. Alla fine si arrivò nel 1355 alla pace di Sanluri che favorì gli arborensi che rinunciarono solo ad Alghero.
Ci furono 10 anni di pace spesi da Mariano IV per rinforzare il suo trono ed il suo esercito godendo di una vasta popolarità, grazie alle buone condizioni economiche dello stato.
Si impegnò a raccogliere tutte le leggi, tramandate solo oralmente, in un organico testo scritto che fosse alla base del nuovo ordinamento giuridico che stava lentamente prendendo corpo. Dopo 11 anni, nel 1365, il sovrano riprese la guerra contro gli aragonesi, persuaso del consenso dei sardi, vessati e sfruttati dagli iberici, che era certo lo avrebbero accolto come un liberatore.
La sua sagacia politica lo portò a chiedere "L'imprimatur" al Pontefice Urbano III che lo autorizzò alla guerra.
In breve tutta la Sardegna diventò arborense, mentre agli aragonesi rimasero solo Castel di Cagliari, Alghero e Sassari. La Sardegna sembrava poter diventare un unico regno sotto una casata locale, ma Pietro III di Aragona, timoroso per il futuro dell'isola, armò una potente flotta con a bordo un poderoso esercito al comando di Pietro De Luna che però fu sconfitto mentre cercava di impossessarsi di Oristano.
Nel 1368 gli arborensi fulmineamente dirigendosi verso Sassari la conquistarono mettendo in crisi l'apparato aragonese ed ipotecando il futuro dell'isola. Forse mentre preparava il colpo di grazia per gli aragonesi, nel 1376 Mariano IV morì lasciando il suo sogno nel cassetto delle incompiute e la Corona De Logu intronizzò il figlio Ugone.

1376 1383 Ugone III - Bas-Serra

da giovane si distinse al fianco del padre nelle lotte contro gli aragonesi, una volta salito al trono, volle forse imitarlo e alternò momenti di serenità ad altri di collera.
Dimostrò un carattere irrazionale che niente aveva del grande genitore, forse si inimicò la corte ed i nobili che lo avversarono e lo tradirono passando al nemico. Riuscì, tuttavia, a conservare lo stato e tutti i territori ex aragonesi annessi, forse scendendo a patti col nemico e consentendo i rifornimenti via mare ad Alghero e Castel di Cagliari. Quasi sicuramente si inimicò i maggiorenti che lo attorniavano e che tramando nell'ombra riuscirono a convincere il popolo alla ribellione.
Nel 1383, rispolverando il diritto al sovranicidio, la cieca ira del popolo lo uccise insieme alla figlia, non lasciò eredi e il Parlamento arborense intronizzò suo nipote Federico.

1383 1388 Federico - Eleonora D'Arborea - Doria-Bas

essendo ancora minorenne, la reggenza fu affidata a sua madre Eleonora sposata con l'erede dei Doria Brancaleone col quale aveva avuto due figli Federico e Mariano.
All'atto dell'intronizzazione del figlio, Brancaleone si trovava in Catalogna per ricevere un titolo nobiliare e fu subito arrestato per farne una evidente pedina di scambio.
Fu spedito a Castel di Calari per poter convincere Arborea alla restituzione dei territori ex aragonesi. Detenuto nel carcere di S. Pancrazio e costretto ad anni di dura sopportazione, seppe in quella terribile condizione della morte del figlio, Giudice di Arborea, nel 1387. Fu incoronato così l'altro figlio Mariano.

1387 1407 Mariano V-Eleonora D'Arborea

anche lui minorenne fu sostituito nel governo dalla madre che si dedicò a risolvere la situazione con gli aragonesi e salvare il marito dalla prigionia.
Dopo lunghi e complicati preliminari, nel 1388, si arrivò ad un accordo che vide teoricamente sconfitta Eleonora, costretta a restituire tutti i territori che suo padre, in special modo, si era annesso.
Arborea ritornava dentro i confini così com'erano nel 1324, mentre a Brancaleone venivano confermati i suoi possedimenti sardi. Una sconfitta politica e diplomatica notevole che Eleonora subì apparentemente senza pressioni se non l'interesse per la liberazione del marito.
Brancaleone, a riprova della ormai acquisita spavalderia aragonese, fu liberato 2 anni dopo e fu lui l'artefice della vendetta futura e non Eleonora, che con la presenza del marito si dedicò alla conclusione della Carta De Logu e alla sua pubblicazione, giovandosi dell'aiuto di eminenti giuristi italiani; era il 1392.
Già nel 1391, Brancaleone, che l'odio aveva ormai reso intrattabile, ricusò il trattato con gli aragonesi e con un esercito forte di 10.000 - 11.000 uomini attaccò Sassari conquistando tutti i territori settentrionali in mano aragonese con esclusione di Alghero e Longosardo (S. Teresa di Gallura). In breve si impossessò anche dei territori meridionali lasciando agli aragonesi solo Castel di Calari.
Intanto, grazie alla modifica della legge sull'età minima per regnare portata a 14 anni, Mariano prese i pieni poteri nel 1392.
Passarono 10 anni di pace apparente nei quali Brancaleone governò indirettamente Arborea.
Nel 1403 (data incerta) Eleonora morì di peste seguita nel 1407 dal figlio Mariano che non lasciava eredi. La Corona De Logu intronizzò allora Guglielmo, nipote della sorella di Eleonora Beatrice, che sposò Amerigo Visconte di Narbona.

1408 1420 Guglielmo III di Narbona - Leonardo Cubello

all'atto della sua nomina Guglielmo si trovava nel suo viscontado, nel Sud della Francia e, poiché erano prevedibili dei tempi lunghi per l'arrivo, fu designato alla reggenza, Leonardo Cubello, nipote del fratello di Eleonora, Nicola Bas-Serra.
In quello stesso anno gli aragonesi, colsero la palla al balzo e considerando la confusione in atto nel Giudicato nemico, inviarono un forte esercito al comando di Pietro Torelles con la supervisione dell'erede al trono di Aragona Martino il giovane.
Alla fine di quel 1408 giunse nell'isola anche Guglielmo di Narbona che si preparò allo scontro essendo falliti tutti i tentativi diplomatici.
Nel 1409 uno scontro navale vide sconfitta una piccola flotta genovese che portava aiuti agli arborensi, mentre il 30 giugno dello stesso anno lo scontro decisivo tra i due eserciti si ebbe a Sanluri.
L'esercito giudicale, forse improvvisato e impreparato, subì una netta sconfitta, costringendo Guglielmo III alla fuga. Un imprevisto fece fermare gli aragonesi dopo aver conquistato Iglesias: la morte di malaria di Martino il giovane.
Guglielmo III ne approfittò, recandosi in Francia per cercare aiuti e lasciando la reggenza a Leonardo Cubello.
Il 17 Agosto gli aragonesi attaccarono Oristano e furono respinti, ritentarono dopo alcuni mesi con un formidabile assedio della città. Leonardo Cubello, all'apparenza inspiegabilmente, si arrese firmando il 29 marzo 1410 una pace col nemico consegnando tutti i territori storici di Arborea e tenendo solo alcune terre che gli aragonesi gli diedero in feudo, creando il Marchesato di Oristano. Il Giudicato di Arborea si ridusse alle curatorie ex logudoresi, privato ormai di quelle tradizionali.
In aprile Guglielmo III rientrò dalla Francia e con l'aiuto del figlio naturale di Brancaleone Doria, Nicolò, tentò la rivincita. Stabilì la capitale a Sassari e cercò di occupare S. Teresa di Gallura ((Longosardo) riuscendovi. Volle conquistare anche Alghero, che costituiva una seria minaccia per i suoi nuovi territori ma fu respinto.
Scoraggiato, non più interessato ai territori sardi giudicali, anche perché fondamentalmente era uno straniero, pensò di lucrare sulla futura ed inevitabile sconfitta e, dopo lunghe trattative con Alfonso V d'Aragona, pattuì la cessione del giudicato e delle sue prerogative contro la somma di 100.000 fiorini.

Finì così ingloriosamente nel 1420, il giudicato di Arborea e con esso i sogni di una Sardegna libera sotto una dinastia locale.

 
 


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Testo estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni per cortesia dell'autore.

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Per oltre 500 anni la Sardegna fu divisa in 4 stati, ognuno con una sua storia indipendente; dobbiamo, quindi, vedere gli avvenimenti in maniera autonoma prima di riallaciarci alla storia dell' isola come "stato unico".

 

 
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