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Città
Giudicale: Santa
Igia
Curatorie del Regno di Calari:
Barbagia di Seulo, Campidano, Cixerri, Colostrai,
Decimo, Dòlia, Gerrei, Gippi, Marmilla meridionale
( dal 1206), Nora, Nuraminis, Ogliastra, Quirra, Siurgus,
Sulcis e Trexenta.
Lo
stemma:
Lo stemma del giudicato di Calari è sconosciuto.
I
Giudici
I giudici di Calari aggiunsero al proprio nome, alternativamente,
l'appellativo Salusio e Torchitorio; non se ne conoscono
i motivi.
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Mariano
Salusio
- Lacon Gunale |
primo
giudice noto. |
| 1058 |
Orzocco
Torchitorio
- Lacon Gunale |
forse
affrontò intromissioni
del Regno di Arborea. |
| 1084 |
Costantino
Salusio II - Lacon Gunale |
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| 1090 |
Mariano
Torchitorio II - Lacon Gunale |
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| 1130 |
Costantino
Salusio III - Lacon Gunale |
morì
senza figli; si estinse con lui la casata. La figlia
di Costantino Salusio III di cui non si conosce il nome
sposò Pietro di Lacon Gunale figlio minore del
Re di Torres Gonnario e gli trasferì il titolo. |
1163
1188 |
Pietro
Torchitorio III - Lacon Gunale di Torres |
fu
costretto a
rifugiarsi presso il fratello Giudice di Torres Barisone
II, da un
complotto ordito dal giudice di Arborea Barisone, che
appoggiò un
pretendente al Regno di Calari sconosciuto. I fratelli,
per vendicarsi,
attaccarono il Giudicato di Arborea, in assenza del
sovrano.
Si accordò probabilmente, con i genovesi, per
riprendere il suo
regno, ai quali concesse il monopolio del commercio
nel territorio
giudicale ma i pisani, per non perdere i loro interessi
ed i loro
commerci, lo attaccarono costringendolo a scappare e
rifugiarsi nel
Logudoro dove morì nel 1188 (circa).
Non avendo eredi diretti, la Corona De Logu, intronizzò
il figlio di sua
cognata Giorgia sposata al marchese di Massa Oberto
Obertenghi:
Guglielmo. |
1188
1214 |
Guglielmo
I Salusio IV - Lacon Massa |
fu
un sovrano che fece dell'azione il suo sistema di vita.
Sicuro e deciso pensò di fare di Calari il Regno
egemone della Sardegna.
Nel 1194 assalì il Giudicato di Torres portandovi
terrore e distruzione arrivando a espugnare il castello
del Goceano dove catturò la moglie
del Giudice logudorese Costantino II, dopo averla violentata
la condusse prigioniera a S. Igia, dove morì,
per l'onta e per gli stenti.
L'anno dopo attaccò l'Arborea battendo l'esercito
giudicale e puntando su Oristano, espugnandola e compiendo
ogni sorta di
angherie. Costrinse gli arborensi a riconoscerlo loro
sovrano, annettendo al regno calaritano parte della
Marmilla ed altre ville di confine.
Non pago, penetrò anche in Gallura, forse per
impadronirsene data la mancanza di un re di diritto,
era giudicessa di fatto Elena, in attesa
di cedere il titolo ad un marito.
Guglielmo ebbe tre figlie femmine dalle sue due moglie
Adelasia Malaspina e Guisiana di Borgundione che, come
era d'uso in quei tempi sposò a dei personaggi
che potevano rendere più potente ed autorevole
la sua famiglia.
Benedetta: sposò Barisone de Lacon Serra, figlio
del Re di Arborea Pietro I.
Agnese: sposò Mariano II di Torres.
Preziosa: sposò Ugone I di Bas Serra Giudice
di Arborea.
Quando Guglielmo I morì nel 1214, finì
la dinastia dei Lacon-Massa ed il titolo passò
al genero, marito di Benedetta. |
1214
1217 |
Barisone
Torchitorio IV - Lacon-Serra |
non
ebbe tempo
sufficiente per regnare, morì nel 1217, lasciando
un figlio, Guglielmo,
di pochi mesi. La Corona de Logu intronizzò Guglielmo,
fino alla maggiore età assunse compiti di reggente
la madre Benedetta che
diventò Giudicessa di fatto.
Benedetta ebbe altri mariti, Lamberto Visconti, Enrico
di Capraia,
Rinaldo Glandi, che probabilmente governarono dietro
le quinte
imponendo le loro volontà.
Lamberto Visconti nel 1216 prima di sposare Benedetta,
ottenne da
Barisone e dalla sua stessa futura moglie l'autorizzazione
alla
costruzione di una rocca, nella collina che oggi chiamiamo
Castello,
per conto dei mercanti pisani che insediandovisi potevano
controllare e difendere meglio i loro traffici. Il nuovo
borgo fortificato
fu chiamato Castel di Castro, primo nucleo della città
di Cagliari
attuale.
Nel 1232 morì Benedetta e solo dopo 3 anni governò
effettivamente suo figlio Guglielmo. |
1235
1250 (data
non
certa) |
Guglielmo Salusio V |
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1250
1256 |
Giovanni
Torchitorio V chiamato Chiano |
si
mostrò
filogenovese e, temendo la crescente arroganza dei pisani
e le loro
ingerenze nel regno, nel 1256 chiamò i genovesi
favorendone
l'insediamento nella rocca di Castel di Castro ed espellendo
nello
stesso tempo i pisani. Per questa sua posizione filogenovese
fu ucciso
nella città di S. Igia per mano di sicari pisani.
Salì al trono il cugino primo Guglielmo. |
1256
1258 |
Guglielmo
Salusio VI |
continuò
con l'essere alleato dei genovesi, che favorì
in tutti i modi, giungendo a " cacciare"
i pochi pisani residenti nella rocca di Castello.
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I pisani
cercarono aiuto presso gli altri giudici sardi e, forse,
con la promessa di nuovi territori, ne ebbero l'adesione
formando un formidabile esercito completato
dalla
loro stessa flotta.
Nel 1258 assalirono Castel di Castro espugnandolo
e assediarono S. Igia che si arrese impotente perché
senza aiuti genovesi e senza rifornimenti. La città
fu completamente distrutta, i suoi abitanti si dispersero
rifugiandosi nell'interno.
S. Igia aveva convissuto con Castel di Castro per
42 anni e da tanti secoli rimane nell'oblio nascosta
dai palazzi edificati sopra le sue rovine.
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Si concluse così
la lunga storia del Giudicato di Calari, il suo territorio
fu diviso in tre parti assegnate come segue:
- la zona Nord Orientale al giudicato di Gallura.
- la zona settentrionale al giudicato di Arborea.
- il Sulcis e l'Iglesiente a Gherardo e Ugolino della Gherardesca
di Donoratico; evidentemente anche loro avevano partecipato
con propri armati all'assalto del giudicato, Pisa prese possesso
di Castel di Castro con le sue dipendenze.
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