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La Sardegna giudicale
850/900 - 1420
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IL GIUDICATO
DI CALARI

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Dal 900 al 1258.

Testo di Sergio Atzeni.
Castello giudicale di Sassai - Silius (CA)
 
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Città Giudicale: Santa Igia

Curatorie del Regno di Calari:

Barbagia di Seulo, Campidano, Cixerri, Colostrai, Decimo, Dòlia, Gerrei, Gippi, Marmilla meridionale ( dal 1206), Nora, Nuraminis, Ogliastra, Quirra, Siurgus, Sulcis e Trexenta.

Lo stemma:
Lo stemma del giudicato di Calari è sconosciuto.

I Giudici
I giudici di Calari aggiunsero al proprio nome, alternativamente, l'appellativo Salusio e Torchitorio; non se ne conoscono i motivi.


  Mariano Salusio
- Lacon Gunale
primo giudice noto.
1058 Orzocco Torchitorio
- Lacon Gunale

forse affrontò intromissioni del Regno di Arborea.

1084 Costantino Salusio II - Lacon Gunale  
1090 Mariano Torchitorio II - Lacon Gunale  
1130 Costantino Salusio III - Lacon Gunale

morì senza figli; si estinse con lui la casata. La figlia di Costantino Salusio III di cui non si conosce il nome sposò Pietro di Lacon Gunale figlio minore del Re di Torres Gonnario e gli trasferì il titolo.

1163
1188
Pietro Torchitorio III - Lacon Gunale di Torres

fu costretto a rifugiarsi presso il fratello Giudice di Torres Barisone II, da un complotto ordito dal giudice di Arborea Barisone, che appoggiò un pretendente al Regno di Calari sconosciuto. I fratelli, per vendicarsi, attaccarono il Giudicato di Arborea, in assenza del sovrano.
Si accordò probabilmente, con i genovesi, per riprendere il suo regno, ai quali concesse il monopolio del commercio nel territorio giudicale ma i pisani, per non perdere i loro interessi ed i loro commerci, lo attaccarono costringendolo a scappare e rifugiarsi nel Logudoro dove morì nel 1188 (circa).
Non avendo eredi diretti, la Corona De Logu, intronizzò il figlio di sua cognata Giorgia sposata al marchese di Massa Oberto Obertenghi: Guglielmo.

1188
1214
Guglielmo I Salusio IV - Lacon Massa

fu un sovrano che fece dell'azione il suo sistema di vita. Sicuro e deciso pensò di fare di Calari il Regno egemone della Sardegna.
Nel 1194 assalì il Giudicato di Torres portandovi terrore e distruzione arrivando a espugnare il castello del Goceano dove catturò la moglie
del Giudice logudorese Costantino II, dopo averla violentata la condusse prigioniera a S. Igia, dove morì, per l'onta e per gli stenti.
L'anno dopo attaccò l'Arborea battendo l'esercito giudicale e puntando su Oristano, espugnandola e compiendo ogni sorta di
angherie. Costrinse gli arborensi a riconoscerlo loro sovrano, annettendo al regno calaritano parte della Marmilla ed altre ville di confine.
Non pago, penetrò anche in Gallura, forse per impadronirsene data la mancanza di un re di diritto, era giudicessa di fatto Elena, in attesa
di cedere il titolo ad un marito.
Guglielmo ebbe tre figlie femmine dalle sue due moglie Adelasia Malaspina e Guisiana di Borgundione che, come era d'uso in quei tempi sposò a dei personaggi che potevano rendere più potente ed autorevole la sua famiglia.
Benedetta: sposò Barisone de Lacon Serra, figlio del Re di Arborea Pietro I.
Agnese: sposò Mariano II di Torres.
Preziosa: sposò Ugone I di Bas Serra Giudice di Arborea.
Quando Guglielmo I morì nel 1214, finì la dinastia dei Lacon-Massa ed il titolo passò al genero, marito di Benedetta.

1214
1217
Barisone Torchitorio IV - Lacon-Serra

non ebbe tempo sufficiente per regnare, morì nel 1217, lasciando un figlio, Guglielmo, di pochi mesi. La Corona de Logu intronizzò Guglielmo, fino alla maggiore età assunse compiti di reggente la madre Benedetta che diventò Giudicessa di fatto. Benedetta ebbe altri mariti, Lamberto Visconti, Enrico di Capraia, Rinaldo Glandi, che probabilmente governarono dietro le quinte imponendo le loro volontà.
Lamberto Visconti nel 1216 prima di sposare Benedetta, ottenne da Barisone e dalla sua stessa futura moglie l'autorizzazione alla costruzione di una rocca, nella collina che oggi chiamiamo Castello, per conto dei mercanti pisani che insediandovisi potevano controllare e difendere meglio i loro traffici. Il nuovo borgo fortificato fu chiamato Castel di Castro, primo nucleo della città di Cagliari attuale.
Nel 1232 morì Benedetta e solo dopo 3 anni governò effettivamente suo figlio Guglielmo.

1235
1250 (data non certa)
Guglielmo Salusio V  
1250
1256
Giovanni Torchitorio V chiamato Chiano

si mostrò filogenovese e, temendo la crescente arroganza dei pisani e le loro ingerenze nel regno, nel 1256 chiamò i genovesi favorendone l'insediamento nella rocca di Castel di Castro ed espellendo nello stesso tempo i pisani. Per questa sua posizione filogenovese fu ucciso nella città di S. Igia per mano di sicari pisani. Salì al trono il cugino primo Guglielmo.

1256
1258
Guglielmo Salusio VI

continuò con l'essere alleato dei genovesi, che favorì in tutti i modi, giungendo a " cacciare" i pochi pisani residenti nella rocca di Castello.

I pisani cercarono aiuto presso gli altri giudici sardi e, forse, con la promessa di nuovi territori, ne ebbero l'adesione formando un formidabile esercito completato
dalla loro stessa flotta.

Nel 1258 assalirono Castel di Castro espugnandolo e assediarono S. Igia che si arrese impotente perché senza aiuti genovesi e senza rifornimenti. La città fu completamente distrutta, i suoi abitanti si dispersero rifugiandosi nell'interno.

S. Igia aveva convissuto con Castel di Castro per 42 anni e da tanti secoli rimane nell'oblio nascosta dai palazzi edificati sopra le sue rovine.


Si concluse così la lunga storia del Giudicato di Calari, il suo territorio fu diviso in tre parti assegnate come segue:
- la zona Nord Orientale al giudicato di Gallura.
- la zona settentrionale al giudicato di Arborea.
- il Sulcis e l'Iglesiente a Gherardo e Ugolino della Gherardesca di Donoratico; evidentemente anche loro avevano partecipato con propri armati all'assalto del giudicato, Pisa prese possesso di Castel di Castro con le sue dipendenze.

 
 
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Testo estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni per cortesia dell'autore.

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Per oltre 500 anni la Sardegna fu divisa in 4 stati, ognuno con una sua storia indipendente; dobbiamo, quindi, vedere gli avvenimenti in maniera autonoma prima di riallaciarci alla storia dell' isola come "stato unico".

 

 
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