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La
Sardegna giudicale
850/900 - 1420
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IL GIUDICATO
DI GALLURA
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Dal 900 al 1288 (1477).
Testo
di Sergio Atzeni.

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Città
Giudicale:
Civita (Odierna Olbia).
Curatorie del Regno di Gallura:
Balaniana, Barbagia di Bitti, Canahim, Fundimonte,
Gèmini, Montànea, Orfili, Orosei-Galtellì,
Posada, Taras, Unali.
Lo
stemma:
Lo stemma del giudicato di Gallura era il gallo.
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| 1113
? |
Torchitorio
- De Zori |
fu
filoimperiale per questo scomunicato. |
| 1113
? |
Saltaro
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non
si hanno notizie.
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| 1113
1118 |
Ittocorre |
non
si hanno notizie. |
| 1116
? |
Costantino
Spano |
non
si hanno notizie. |
1117
1133 |
Comita
Spano |
non
si hanno notizie.
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| 1146
? 1173 ? |
Costantino
III |
forse
fu costretto a lasciare il trono
rifugiandosi presso i parenti di Arborea. In Gallura,
durante la sua
assenza governò Costantino Spano. Alla morte
di Costantino erede fu
la figlia Elena. I nobili e gli altri giudici cercarono
di piazzare nel
"cuore di Elena" qualche favorito, ma alla
fine ebbe la meglio Pisa
che piazzò un suo rampollo nipote di Pietro
Torchitorio III, Lamberto
Visconti.
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1207
1223 |
Lamberto
Visconti |
fu
l'artefice del convincimento di
Barisone Torchitorio IV per ottenere la concessione
della
costruzione, nel 1218, di una rocca nella collina
di Calari chiamata
oggi Castello e forse la richiesta non fu come dire,
diplomatica, ma
sostenuta da minacce e soldataglie schierate per incutere
paura.
Alla morte del marito, Benedetta di Calari cercò
di ricusare quella
concessione, inutilmente.
Ma i casi della vita sono imprevedibili e Lamberto
Visconti sposò
Benedetta, essendo rimasto vedovo della prima moglie
Elena,
diventando reggente del giudicato di Calari in attesa
che il figliastro
diventasse maggiorenne.Intorno al 1222/1224 Lamberto
Visconti morì e fu nominato sovrano
il figlio Ubaldo già sposato con Adelasia di
Torres.
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1232
1238 |
Ubaldo
Visconti |
fu
un sovrano che cercò di ingerirsi
negli interessi degli altri giudicati, con il disegno
recondito di avere
influenze determinanti presso gli altri sovrani. Fu
re del giudicato di
Torres alla Morte di Barisone III ma morì dopo
3 anni lasciando la
moglie Adelasia senza eredi.
Lasciò un testamento nel quale designava come
suo erede il cugino
Giovanni figlio del suo zio omonimo Podestà
di Pisa.
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| 1238
1275 |
Giovanni Visconti |
ebbe
una cultura pisana anche se
conosceva bene la realtà gallurese.
Visse il travagliato periodo della lotta tra i Guelfi
e i Ghibellini che
divideva il comune pisano.
Fu artefice, insieme agli altri alleati, dello smembramento
del
giudicato di Calari del quale incorporò molte
curatorie orientali.
Questo incremento territoriale fa capire come Pisa abbia
influito
sulla spartizione, favorendo la Gallura, forse a scapito
del giudicato
logudorese che sulla carta non ottenne niente.
Dopo la pacificazione con la famiglia rivale dei Gherardesca
ottenne,
forse in segno di distensione, di sposare la figlia
del potente conte
Ugolino della Gherardesca, dalla unione nacque l'erede
Ugolino
Visconti, noto Nino, amico di Dante Alighieri.
Alla morte del padre Giovanni, nel 1275, ancora minorenne
Ugolino
divenne Re di Gallura, mentre la sua casta e i Gherardesca
riuscirono
a sconfiggere il podestà di Pisa che li aveva
esiliati. |
| 1275
1288 |
Ugolino
(Nino) Visconti |
alternò
la permanenza a Pisa
con quella in Gallura, durante il suo regno Pisa fu
severamente
sconfitta dai Genovesi nella battaglia navale della
Meloria.
Dopo quel triste evento il nonno e lui stesso furono
eletti capitani del
popolo a Pisa; ma non fu un governo facile poiché
nonno e nipote
furono tutt'altro che d'accordo criticandosi a vicenda.
Si crearono tanti nemici e alla fine Nino fu esiliato
da Pisa mentre il
nonno Ugolino della Gherardesca fu imprigionato e
morì alcuni mesi
dopo; era il 1288. Pisa inviò in Sardegna i
suoi armati che si impossessarono del Regno
di Gallura e dei territori dell'ex giudicato di Calari
che diventarono
domini oltre mare di Pisa.
Nino tentò più volte di rientrare in
possesso del suo regno senza
riuscirci; morì nel 1297/98 senza rivedere
la sua Gallura..
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Erede
del giudicato fu la figlia di Nino Giovanna e poi il titolo
passò al fratellastro Azzo Visconti signore di Milano.
Il titolo si estinse nel 1447 quando l'erede di diritto
Filippo Maria
Visconti lo lasciò in eredità al Re di Aragona
Alfonso V.
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Testo
estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni
per cortesia dell'autore.

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Per
oltre 500 anni la Sardegna fu divisa in 4 stati, ognuno
con una sua storia indipendente; dobbiamo, quindi,
vedere gli avvenimenti in maniera autonoma prima di
riallaciarci alla storia dell' isola come "stato
unico".
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