Operatori turistici italiani
 
La Sardegna giudicale
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IL GIUDICATO
DI TORRES
o del Logudoro

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Dal 900 al 1259 (1292).

Testo di Sergio Atzeni.
 
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Città Giudicale:

Ardara, e in seguito, Torres e Thathari.

Curatorie del Regno di Torres:

Anglona, Caputabbas, Coros, Costavalle, Dore, Figulina, Flumenargia, Goceano, Marghine, Meilogu, Monteacuto, Montiferru, Nughedu, Nulauro, Nurcara, Nurra, Planargia, Romangia,
Ulumetu.

Lo stemma:

Lo stemma del giudicato di Torres era la torre merlata.


XI sec. Gonnario Comita

non si hanno notizie documentate, alla sua morte salì al trono il figlio Torchitorio.

  Torchitorio

morì quasi subito e non si conoscono le sue gesta; fu sostituito da sua sorella Giorgia come reggente. Gli successe il figlio Andrea Tanca di Lacon Gunale.

  Andrea Tanca

non si hanno notizie documentate. Gli successe il figlio Mariano.

1065 1082 Mariano I

fu un sovrano liberale, chiamò nel giudicato i cassinesi e si avvicinò alla chiesa romana impegnandosi a pagare una somma all'anno quale segno tangibile della sua devozione.
Fu filopisano, concesse a quel comune tramite l'opera di S. Maria, numerose chiese, esonerandole dal pagamento di qualunque dazio dovuto per i commerci col suo giudicato.
Alla sua morte nel 1110 (circa) salì al trono suo figlio Costantino.

1082 1127 Costantino I

fu sostenitore degli ordini ecclesiastici che chiamò in numero sempre maggiore, fu equidistante tra Pisa e Genova, favorì l'insediamento delle famiglie dei Doria e Dei Malaspina alle quali concesse territori, forse abbandonati ed incolti, con la speranza che fossero resi produttivi e presidiati. Una politica che si dimostrò fallimentare in quanto queste casate diventarono tanto potenti da insidiare l'integrità dello stesso giudicato.
Nel suo tempo la riscossa cristiana nei confronti dell'Islam era il fatto dominante, quando dietro le pressioni di Berengario III di Catalogna Pisa organizzò una spedizione per togliere agli arabi le Baleari.
In quella occasione la flotta di passaggio nel Logudoro imbarcò anche un contingente inviato da Costantino I, comandato dal figliastro Saltaro.
Questi si coprì di gloria e rientrato in patria, accampò dei diritti alla successione di Costantino.
Alla morte di Costantino nel 1127, fu designato come erede il piccolo Gonnario figlio naturale del giudice, la reggenza fu affidata a Ittocorre Gambella che protesse Gonnario da Saltaro e dai suoi partigiani tra cui la potente famiglia degli Atzeni: Gonnario fu trasferito a Pisa.
Forse intorno al 1140 tornò nel Giudicato per compiere la sua vendetta.

1127 1152 Gonnario II

non ebbe pietà dei suoi nemici che uccise senza tregua. Sposò durante il suo esilio una esponente della potente famiglia pisana degli Ebriaci, Maria, fu sottomesso in tutto e per tutto ai pisani facendo concessioni di ogni genere.
Abbandonò la Sardegna dando la reggenza al figlio Barisone, dopo aver visitato la Terra Santa ebbe la classica crisi mistica e si ritirò in un monastero di Chiaravalle dove morì nella più grande devozione verso Dio.

1147 1191 Barisone II

il suo governo fu caratterizzato dalla guerra
tra i pisani e i genovesi, che causò la defenestrazione del re di Calari fratello di Barisone II, Pietro Torchitorio III, che si rifugiò presso di lui.
Insieme tentarono di riconquistare il trono perduto e per vendicarsi del Giudice di Arborea che aveva appoggiato il colpo di mano, gli marciarono contro senza riuscire nell'impresa.
Barisone II diventò filogenovese e per ritorsione i pisani, senza fortuna, lo attaccarono.
Per evitare queste continue ritorsioni Barisone cercò allora di rimanere politicamente in equilibrio tra le due potenze marinare.
Nel 1191 cedette il trono al figlio Costantino e si ritirò a Messina.

1171 1198 Costantino II

l'abdicazione del padre nel 1191 lo fece diventare giudice di diritto, ma già da 20 anni era associato al governo.
Dovette affrontare l'irruenza del sovrano di Calari Guglielmo Salusio IV.
Sposò in seconde nozze Prunisinda che abitò nel castello del Goceano nel quale fu catturata da Guglielmo quando il maniero fu espugnato dalle sue masnade. Le fonti storiche narrano di una violenza subita dalla regina e della sua morte avvenuta a S. Igia durante la prigionia.
Costantino II si inimicò la chiesa e dopo una sommaria istruttoria dell'inviato papale, arcivescovo di Pisa fu scomunicato; morì senza eredi ed il trono passò al fratello Comita.

1198 1218 Comita

sposò il figlio Mariano II con Agnese
secondogenita di Guglielmo Salusio IV di Cagliari che gli procurò una alleanza con questo Giudice definito terribile.
Sposò in seconde nozze Agnese Aleramici di Saluzzo figlia del potente marchese piemontese da cui ebbe due figlie Giorgia e Isabella che fece sposare con signori importanti.
Gli successe il figlio di primo letto Mariano.

1218 1228 Mariano II

fu un sovrano che riuscì a tenersi in equilibrio tra Genova ed il papato, dando al suo regno una relativa prosperità; riuscì anche a trovare un "modus vivendi" con gli altri giudicati sardi rinunciando alle sue pretese sul regno calaritano; regnò poi in condominio col cugino Pietro II su Arborea, dando la figlia Adelasia a Ubaldo Visconti di Gallura. Alla sua morte nel 1232 il titolo passò al figlio Barisone.

1232 1235 Barisone III

quando fu designato dalla Corona de Logu era ancora minorenne e il governo fu affidato al reggente Orzocco Serra.
Il Giudicato però era minato dall'interno grazie allo strapotere degli alti funzionari forse corrotti e partigiani dei signori Doria e Malaspina che costituivano uno stato nello stato. I grandi interessi dei ricchi e dei mercanti portavano poi l'anarchia, cioè il poter agire senza controlli di autorità costituite.
Nel 1235 Barisone fu assassinato da una rivolta "legale" del popolo secondo il diritto giudicale; non chiare sono le motivazioni, ma la classe dei nobili, i ricchi mercanti, i Doria e i Malaspina ebbero di sicuro la regia di tale sommossa.
Il titolo fu dato, dalla Corona De Logu a Ubaldo Visconti marito della sorella Adelasia.

1235 1238 Ubaldo di Gallura

Ubaldo morì quasi subito lasciando la moglie Adelasia senza figli.
Adelasia, forse sconvolta per la morte orrenda del fratello e di quella del marito si ritirò in meditazione.
Si fecero avanti tanti signori o presunti tali che aspiravano alla mano di Adelasia che, a parte la sconosciuta bellezza, aveva un titolo da donare che voleva dire "Re".
Alla fine Enzo Hohestaufen di Svevia riuscì a sposarla diventando automaticamente sovrano del Logudoro.

1238 1272 Enzo Di Svevia

prima di arrivare in Sardegna il padre, l'Imperatore Federico II, lo insignì del titolo platonico di "Re di Sardegna", ma l'anno seguente lasciò l'isola per unirsi al genitore in lotta contro il papato e Guelfi alleati.
Dopo 8 anni di attesa, la povera Adelasia si ritirò nel castello del Goceano distrutta moralmente e fisicamente.

Il regno fu sconvolto da lotte intestine con reggenti che si susseguirono uno dopo l'altro senza che lo stato potesse riconfigurarsi come autonomo e sovrano. Nel 1259 Adelasia morì e i Doria non faticarono ad impossessarsi di vasti territori, lo stesso fece il giudice di Arborea.
A quel punto Sassari diventò comune autonomo ma sotto la protezione di Genova.
Enzo di Svevia intanto lottava con tutte le forze contro i Guelfi ed il papa fino alla sua cattura da parte dei bolognesi nel 1249. Rimase 23 anni prigioniero fino alla morte avvenuta nel 1272.
Finì così il giudicato del Logudoro, forse a causa della eccessiva liberalità dei suoi sovrani e per l'egoismo dei suoi nobili.

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Testo estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni per cortesia dell'autore.

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Per oltre 500 anni la Sardegna fu divisa in 4 stati, ognuno con una sua storia indipendente; dobbiamo, quindi, vedere gli avvenimenti in maniera autonoma prima di riallaciarci alla storia dell' isola come "stato unico".

 

 
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