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Città
Giudicale:
Ardara,
e in seguito, Torres e Thathari.
Curatorie del Regno di Torres:
Anglona, Caputabbas, Coros, Costavalle, Dore, Figulina,
Flumenargia, Goceano, Marghine, Meilogu, Monteacuto,
Montiferru, Nughedu, Nulauro, Nurcara, Nurra, Planargia,
Romangia,
Ulumetu.
Lo
stemma:
Lo stemma del giudicato di Torres era la torre merlata.
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| XI
sec. |
Gonnario
Comita |
non
si hanno notizie documentate, alla sua morte salì
al trono il figlio Torchitorio. |
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Torchitorio |
morì
quasi subito e non si conoscono le sue gesta; fu sostituito
da sua sorella Giorgia come reggente. Gli successe
il figlio Andrea Tanca di Lacon Gunale.
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Andrea
Tanca |
non
si hanno notizie documentate. Gli successe il
figlio Mariano. |
| 1065
1082 |
Mariano
I |
fu
un sovrano liberale, chiamò nel giudicato i
cassinesi e si avvicinò alla chiesa romana impegnandosi
a pagare una somma all'anno quale segno tangibile della
sua devozione.
Fu filopisano, concesse a quel comune tramite l'opera
di S. Maria, numerose chiese, esonerandole dal pagamento
di qualunque dazio
dovuto per i commerci col suo giudicato.
Alla sua morte nel 1110 (circa) salì al trono
suo figlio Costantino. |
| 1082
1127 |
Costantino
I |
fu
sostenitore degli ordini ecclesiastici che
chiamò in numero sempre maggiore, fu equidistante
tra Pisa e Genova, favorì l'insediamento delle
famiglie dei Doria e Dei
Malaspina alle quali concesse territori, forse abbandonati
ed incolti, con la speranza che fossero resi produttivi
e presidiati. Una politica
che si dimostrò fallimentare in quanto queste
casate diventarono tanto potenti da insidiare l'integrità
dello stesso giudicato.
Nel suo tempo la riscossa cristiana nei confronti
dell'Islam era il fatto dominante, quando dietro le
pressioni di Berengario III di Catalogna
Pisa organizzò una spedizione per togliere
agli arabi le Baleari.
In quella occasione la flotta di passaggio nel Logudoro
imbarcò anche un contingente inviato da Costantino
I, comandato dal figliastro Saltaro.
Questi si coprì di gloria e rientrato in patria,
accampò dei diritti alla successione di Costantino.
Alla morte di Costantino nel 1127, fu designato come
erede il piccolo Gonnario figlio naturale del giudice,
la reggenza fu affidata a Ittocorre Gambella che protesse
Gonnario da Saltaro e dai suoi partigiani tra cui
la potente famiglia degli Atzeni: Gonnario fu trasferito
a Pisa.
Forse intorno al 1140 tornò nel Giudicato per
compiere la sua vendetta.
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| 1127
1152 |
Gonnario
II |
non
ebbe pietà dei suoi nemici che uccise
senza tregua. Sposò durante il suo esilio una
esponente della potente famiglia pisana degli Ebriaci,
Maria, fu sottomesso in tutto e per tutto ai pisani
facendo concessioni di ogni genere.
Abbandonò la Sardegna dando la reggenza al
figlio Barisone, dopo aver visitato la Terra Santa
ebbe la classica crisi mistica e si ritirò
in un monastero di Chiaravalle dove morì nella
più grande devozione verso Dio.
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| 1147
1191 |
Barisone
II |
il
suo governo fu caratterizzato dalla guerra
tra i pisani e i genovesi, che causò la defenestrazione
del re di Calari fratello di Barisone II, Pietro Torchitorio
III, che si rifugiò presso di lui.
Insieme tentarono di riconquistare il trono perduto
e per vendicarsi del Giudice di Arborea che aveva
appoggiato il colpo di mano, gli marciarono contro
senza riuscire nell'impresa.
Barisone II diventò filogenovese e per ritorsione
i pisani, senza fortuna, lo attaccarono.
Per evitare queste continue ritorsioni Barisone cercò
allora di rimanere politicamente in equilibrio tra
le due potenze marinare.
Nel 1191 cedette il trono al figlio Costantino e si
ritirò a Messina.
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| 1171
1198 |
Costantino
II |
l'abdicazione
del padre nel 1191 lo fece
diventare giudice di diritto, ma già da 20
anni era associato al governo.
Dovette affrontare l'irruenza del sovrano di Calari
Guglielmo Salusio IV.
Sposò in seconde nozze Prunisinda che abitò
nel castello del Goceano nel quale fu catturata da
Guglielmo quando il maniero fu
espugnato dalle sue masnade. Le fonti storiche narrano
di una violenza subita dalla regina e della sua morte
avvenuta a S. Igia
durante la prigionia.
Costantino II si inimicò la chiesa e dopo una
sommaria istruttoria dell'inviato papale, arcivescovo
di Pisa fu scomunicato; morì senza eredi ed
il trono passò al fratello Comita.
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| 1198
1218 |
Comita |
sposò
il figlio Mariano II con Agnese
secondogenita di Guglielmo Salusio IV di Cagliari
che gli procurò una
alleanza con questo Giudice definito terribile.
Sposò in seconde nozze Agnese Aleramici di
Saluzzo figlia del potente marchese piemontese da
cui ebbe due figlie Giorgia e
Isabella che fece sposare con signori importanti.
Gli successe il figlio di primo letto Mariano.
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| 1218
1228 |
Mariano
II |
fu
un sovrano che riuscì a tenersi in equilibrio
tra Genova ed il papato, dando al suo regno una relativa
prosperità; riuscì anche a trovare un
"modus vivendi" con gli altri giudicati
sardi rinunciando alle sue pretese sul regno calaritano;
regnò poi in condominio col cugino Pietro II
su Arborea, dando la figlia Adelasia a Ubaldo Visconti
di Gallura. Alla sua morte nel 1232 il titolo passò
al figlio Barisone.
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| 1232
1235 |
Barisone
III |
quando
fu designato dalla Corona de Logu era ancora minorenne
e il governo fu affidato al reggente Orzocco Serra.
Il Giudicato però era minato dall'interno grazie
allo strapotere degli alti funzionari forse corrotti
e partigiani dei signori Doria e Malaspina che costituivano
uno stato nello stato. I grandi interessi dei ricchi
e dei mercanti portavano poi l'anarchia, cioè
il poter agire senza controlli di autorità costituite.
Nel 1235 Barisone fu assassinato da una rivolta "legale"
del popolo secondo il diritto giudicale; non chiare
sono le motivazioni, ma la classe dei nobili, i ricchi
mercanti, i Doria e i Malaspina ebbero di sicuro la
regia di tale sommossa.
Il titolo fu dato, dalla Corona De Logu a Ubaldo Visconti
marito della sorella Adelasia. |
| 1235
1238 |
Ubaldo
di Gallura |
Ubaldo
morì quasi subito lasciando la moglie Adelasia
senza figli.
Adelasia, forse sconvolta per la morte orrenda del fratello
e di quella del marito si ritirò in meditazione.
Si fecero avanti tanti signori o presunti tali che aspiravano
alla mano di Adelasia che, a parte la sconosciuta bellezza,
aveva un titolo da donare che voleva dire "Re".
Alla fine Enzo Hohestaufen di Svevia riuscì a
sposarla diventando automaticamente sovrano del Logudoro. |
| 1238
1272 |
Enzo
Di Svevia |
prima
di arrivare in Sardegna il padre, l'Imperatore Federico
II, lo insignì del titolo platonico di "Re
di Sardegna", ma l'anno seguente lasciò
l'isola per unirsi al genitore in
lotta contro il papato e Guelfi alleati.
Dopo 8 anni di attesa, la povera Adelasia si ritirò
nel castello del Goceano distrutta moralmente e fisicamente. |
Il regno
fu sconvolto da lotte intestine con reggenti che si susseguirono
uno dopo l'altro senza che lo stato potesse riconfigurarsi
come autonomo e sovrano. Nel 1259 Adelasia morì e
i Doria non faticarono ad impossessarsi di vasti territori,
lo stesso fece il giudice di Arborea.
A quel punto Sassari diventò comune autonomo ma sotto
la protezione di Genova.
Enzo di Svevia intanto lottava con tutte le forze contro
i Guelfi ed il papa fino alla sua cattura da parte dei bolognesi
nel 1249. Rimase 23 anni prigioniero fino alla morte avvenuta
nel 1272.
Finì così il giudicato del Logudoro, forse
a causa della eccessiva liberalità dei suoi sovrani
e per l'egoismo dei suoi nobili.
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Testo
estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni
per cortesia dell'autore.

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Per
oltre 500 anni la Sardegna fu divisa in 4 stati, ognuno
con una sua storia indipendente; dobbiamo, quindi,
vedere gli avvenimenti in maniera autonoma prima di
riallaciarci alla storia dell' isola come "stato
unico".
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