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I
Musulmani
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L' ISLAMISMO
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Maometto ed il Corano.
Gli Arabi danno vita alla guerra santa e si espandono nei
territori del Mare Mediterraneo.
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Testo
di Sergio Atzeni.

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Maometto
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Nel 632 moriva a La Mecca Maometto, profeta di una nuova
fede che andava convertendo ormai migliaia di arabi.
Maometto era nato alla Mecca nel 570 nell'Arabia preislamica
dove i beduini ( Badw = abitanti del deserto) erano in eterna
lotta tra loro. L'ambiente arido desertico non favoriva
la nascita di grandi centri urbani, ma di piccole comunità
sedentarie residenti nelle poche oasi esistenti. I beduini
mettevano in contatto i vari villaggi trasportando e barattando
mercanzie di ogni genere importate dalle coste del Mediterraneo;
in Arabia non esisteva uno stato o una città egemone,
per cui regnavano l'anarchia ed i soprusi.
Non esisteva neanche un'unica fede ma varie forme politeistiche
con la credenza che il mondo fosse abitato da dei e spiriti
contenuti in animali, pietre e alberi.
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Da
tribù a tribù variava il numero di dei
e il credo; in comune si adorava la pietra nera, un
meteorite che la leggenda voleva portato sulla terra
dall'arcangelo Gabriele, custodito alla Mecca in un
tempio a forma di cubo chiamato Raaba.
Maometto trascorse parecchi anni facendo il carovaniere
ed entrando in contatto con popoli cristiani ed ebrei
nel suo lungo peregrinare. Si dedicò poi ad
una vita di meditazione dopo di che si dichiarò
unico profeta del dio esistente Allah, che gli si
era manifestato tramite l'Arcangelo Gabriele.
Maometto iniziò così le sue predicazioni
a quarant'anni, convertendo i più poveri per
la sua dottrina della uguaglianza.
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Si
fece anche tanti nemici, soprattutto i ricchi che vedevano
in lui un avversario e fu costretto a rifugiarsi, nel 622,
a Yathrib, un villaggio a 400 Km. dalla Mecca in seguito chiamato
Medina (la città del profeta).
La data di questo suo esilio chiamata Egira (emigrazione)
è considerata l'inizio dell'era islamica.
I musulmani per esportare la loro religione invadono in breve
tempo tutto il nord Africa e minacciano anche la Sardegna
che rimane isolata da Costantinopoli.
A Medina Maometto cercò di consolidare la sua posizione
scacciando tra gli altri anche gli ebrei e sconfiggendo i
ricchi arabi che avevano assediato la città.
Tutto ciò che la nuova fede sosteneva fu trascritto
in un libro chiamato Corano (dall'arabo Qur'an = recitazione)
diviso in 114 capitoli chiamati Sure.
Ai credenti si chiedeva una incondizionata sottomissione ad
Allah chiamata Islam ed il nuovo adepto fu chiamato Muslim
(da cui deriva la parola musulmano).
Il Corano e la nuova fede tracciavano la via e codificavano
la vita dei convertiti sotto il punto di vista sociale, civile
ed economico fondendo ciò che definiamo profano con
lo spirituale; il sistema di leggi che regolavano gli stati
da quel momento si conformarono al Corano.
L'islamismo si fonda su 5 punti essenziali chiamati i pilastri
della fede:
1 - Monoteismo assoluto, l'unico Dio è Allah;
2 - Rivolgere a Dio la preghiera almeno 5 volte al
giorno;
3 - Digiuno dall'alba al tramonto nel nono mese dell'anno
lunare;
4 - Elemosina obbligatoria, tramite una tassa da devolvere
alla comunità;
5 - Pellegrinaggio alla città santa della Mecca,
per chi ne avesse le possibilità, almeno una volta
nella vita.
Il Paradiso per l'Islam è un giardino terrestre pieno
di boschi, acqua, fiumi, fiori ed ogni abbondanza che colpì
quelle popolazioni abituate all'arido deserto.
Gesù è riconosciuto come profeta nato da Maria
ed inviato da Allah agli ebrei, ma non è considerato
figlio di Dio e la sua morte avvenne per l'assunzione in cielo
mentre era ancora vivo.
Per finire, l'Islam non ha creato una classe sacerdotale né
una chiesa; i credenti possono riferirsi ad una autorità,
l'Imam, che è vicino a Dio perché ha approfondito
il messaggio di Allah. Forti di questo credo i musulmani in
breve tempo dilagarono in Arabia arrivando al Mediterraneo
come cicloni.
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(...)
Con la morte del profeta Maometto alla Mecca nel 632, gli
arabi islamizzati iniziarono la conquista dei territori
limitrofi per portarvi la nuova fede.
In breve caddero la Siria, l'Iraq, l'Egitto le cui popolazioni
furono facilmente convertite; l'Islam avanzava senza trovare
particolare resistenza..
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L'Ideale
religioso giustificava ogni aggressione e le sottomissioni
di interi popoli; per ogni credente la cosa più importante
era la diffusione della vera fede e la conversione dei miscredenti.
Con questa convinzione i musulmani si affermarono in tutto
il Medio Oriente e nell'Africa Mediterranea, preparandosi
ad esportare il loro credo nell'Occidente tradizionale.
(...)
Una grande spinta espansionistica si ebbe con la dinastia
ereditaria degli Omayadi che passando le colonne d'Ercole
col condottiero Tarik dilagarono in Spagna; da allora lo
stretto si chiamerà Gibilterra (monte di Tarik).
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Testo
estratto e adattato dai libri di Sergio Atzeni
per cortesia dell'autore.

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