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L'
Ardia di Sedilo
6
e 7 Luglio
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Testo
cortesia dell' Associazione Santu Antinu di Sedilo.
Fotografie tratte da documentazione della Provincia di
Oristano.
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L' influenza
della cultura greco-bizantina è presente in molte
zone della Sardegna, nelle tradizioni etnografiche, nei
materiali folkloristici e nelle diverse chiese a forma di
croce greca. Anche il culto di San Costantino ha origini
bizantine. A pochi km da Sedilo, nel cuore dell'Isola, in
una vallata a forma di anfiteatro naturale che si affaccia
sul lago Omodeo, sorge uno del santuari più famosi
dedicati a San Costantino Imperatore. Qui si celebra una
delle più singolari e spettacolari manifestazioni
equestri della tradizione sarda: L'ARDIA di Sedilo. Nella
parte alta del santuario si innaIza la chiesa ricostruita
intorno al 1789. Il recente ritrovamento, a circa 50 metri
dalla chiesa, di una pavimentazione di mattoni cotti di
datazione incerta, fa ipotizzare che sia esistito un tempio
più antico dedicato al Santo.
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All'
interno del santuario, una grande quantità di ex-voto
appesi alle pareti fa capire la dimensione della devozione
popolare nel confronti del Santo. Di fronte alla chiesa
si trova un bastione denominato "SU FORTE". Nella
zona bassa del santuario sorge "SA MUREDDA", un
recinto circolare delimitato da un muretto, al centro del
quale è stato eretto un obelisco alla cui sommità
è stata posta una croce di ferro.
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I cavalieri
lanciati al galoppo entrano nel santuario attraverso un
grande arco chiamato dai sedilesi "SU PORTALE DE LINNA".
L'uscita dal santuario,
conclusa la corsa, avviene invece attraverso un secondo
arco situato alla destra del primo chiamato "SU PORTALE
DE FERRU'. Alla destra e alla sinistra del santuario, oltre
che nella parte alta a monte della chiesa, sono disposti
in fila un certo numero di "MURISTENES", alloggi
utilizzati dai fedeli in pellegrinaggio. All' esterno del
santuario, a circa 200 metri di distanza, c'è "SU
FRONTIGHEDDU" un promontorio dal quale si domina tutta
la vallata. Ogni anno il 6 e 7 luglio in questo santuario
così suggestivo si corre l'ARDIA.
L' Ardia, il
cui termine deriva da "bardiare" cioè proteggere,
fare la guardia, vuole ricordare la battaglia tra Costantino
e Massenzio a ponte Milvio nel 312 d.C. Secondo la leggenda,
alla vigilia della battaglia all' Imperatore Costantino
apparve in sogno una croce con la scritta "IN HOC SIGNO
VINCES" (con questo segno vincerai).
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L' Imperatore
decise quindi di far segnare con una croce i cavalli e i
guerrieri del suo esercito e ottenne la vittoria nella battaglia
contro le truppe pagane di Massenzio. A questa vittoria
fece seguito il famoso editto di Milano che diede la libertà
di culto ai cristiani e consentì al Cristianesimo
di diffondersi nel mondo romano.
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La corsa
si svolge il 6 e il 7 luglio, ma a Sedilo si pensa all'
Ardia tutto I' anno. Tutti sono coinvolti, uomini, donne,
vecchi e bambini: I' Ardia fa parte del DNA dei sedilesi.
I ragazzi, verso i dodici anni, si presentano dal parroco
per manifestargli la volontà di correre l' Ardia
come prima bandiera; il sacerdote fa firmare un registro
e segna la data della richiesta. Inizia cosi un'attesa che
durerà molti anni. Un'altra data importante dell'
Ardia è il 29 giugno, giorno in cui le tre pandelas
si recano al santuario per verificare che i cavalli da loro
scelti per la corsa del 6 luglio siano in grado di sostenere
I' impervio percorso.
Il 6
luglio, nel tardo pomeriggio, le tre pandelas e il resto
del cavalieri si presentano davanti alla casa del sacerdote
che consegna i tre stendardi ai capicorsa. La prima pandela
riceve lo stendardo giallo, la seconda quello rosso e la
terza il bianco. Alle scorte viene consegnato un bastone
(S' ISCORTA) col quale dovranno difendere i tre capicorsa,
che rappresentano S. COSTANTINO, e quindi il cristianesimo,
dagli altri cavalieri, privi di segni particolari, che rappresento
la truppa di Massenzio. Consegnati gli stendardi, il corteo
si avvia verso il Santuario, preceduto dal sindaco, dal
sacerdote, dalla banda musicale e dai fucilieri che accompagnano
il corteo, con scariche di spari a salve.
Dopo una breve sosta
all' uscita del paese presso "SU FRONTE MANNU",
dove il sacerdote benedice i cavalieri, si prosegue sino
a "SU FRONTIGHEDDU" dove il sacerdote e il sindaco
abbandonano il corteo per avviarsi verso la chiesa.
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Da
questo momento la prima pandela può stabilire l'
istante della partenza che viene annunciata con un urlo
improvviso che spezza l' attesa. I cavalli si lanciano
giù da SU "FRONTIGHEDDU" a velocità
folle per affrontare subito la curva 'S' OLIA' ed infilarsi
nell'arco, affrontano poi la salita "SOS TREMENES"
e si fermano infine dietro la chiesa. Iniziano quindi
i giri propiziatori intorno al tempio, non meno di cinque
non più di sette, e poi si riparte verso "SA
MUREDDA" affrontando una discesa impegnativa e insidiosa.
Dopo altri giri, in senso orario e antiorario, compiuti
attorno a "SA MUREDDA", i cavalieri risalgono
di nuovo verso la chiesa. L' Ardia è finita. Ancora
una volta le truppe di Massenzio sono state sconfitte
e ora si può festeggiare.
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La festa continua
in paese dove le pandelas offrono a tutti dolci e vino.
L' indomani mattina si corre un'altra Ardia, più
intima ma altrettanto coinvolgente, che ripropone le
stesse emozioni.
Otto giorni più tardi invece si svolge l' Ardia
a piedi, in occasione de "S' OTTADA": una
manifestazione colorata, allegra, forse meno conosciuta
della corsa a cavallo, ma non per questo meno sentita,
dove i sedilesi, uomini, donne, bambini e persino alcuni
forestieri, ripropongono gli esaltanti momenti della
singolare ed appassionante sfida. |
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