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LA
CAVALCATA SARDA
di Sassari
Penultima
domenica di maggio
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Testo
di Paolo Grasso - Fotografie tratte dall' Archivio Fotografico
dell' Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sassari
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LE ORIGINI
Ogni penultima domenica di maggio, a Sassari, si svolge
La Cavalcata Sarda: un raduno multicolore di cavalli, cavalieri
e persone vestite con i costumi tradizionali provenienti
da numerose comunità dell' isola. La manifestazione
vede oltre 3000 partecipanti che sfilano in corteo per un'
intera mattinata lungo le strade della città e si
conclude con i cavalieri che compiono spettacolari caroselli
ed esibizioni acrobatiche a "pariglia" su cavalli
sfarzosamente bardati seguiti da una ricca rassegna di canti
e balli tradizionali eseguiti dai gruppi folcloristici.
E' un grande palcoscenico nel quale sono bene rappresentate
la cultura e le tradizioni della Sardegna nonostante le
origini non siano da ricercare nelle consuete tradizioni
religioso-popolari ma fra gli antichi eventi di ospitalità
organizzati per dare il benvenuto o festeggiare autorità
o personaggi di grande importanza.
Nel 1556, a Sassari, allora parte del Regno di Sardegna
e della Corona di Spagna, si festeggiò con una "corsa
all'anello" ed una "cavalcata" l' ascesa
al trono di Filippo II e, nel 1644, per dare il benvenuto
all'arcivescovo Don Andrea Manca, ebbero luogo gare a cavallo
in città. Ancora nel 1693 fu organizzata una grandiosa
"cavalcata" per accogliere il Conte di Altamura
che arrivava da Cagliari per combattere il contrabbando
come pure, nel 1711, vi fu una "cavalcata" in
onore di Filippo V. Il 28 febbraio 1796 si allestì
una "cavalcata" di oltre 1000 cavalieri per dimostrare
apprezzamento e sostegno all' Alternos Giovanni Maria Angioy.

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Costume confezionato per la Regina Margherita |
La prima
vera edizione della Cavalcata Sarda si tenne nel 1899, durante
il regno dei Savoia, in occasione dell'inaugurazione del
monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza d'Italia da parte
del re Umberto I e della regina Margherita. In quell' occasione
si organizò un' "Esposizione di Costumi Popolari"
e parteciparono circa 1300 persone, provenienti da vari
centri della provincia di Sassari e qualcuno dal Nuorese.
Nel 1951 arrivò ad Alghero il transatlantico "Conte
Biancamano", che ospitava i soci del Rotary; perché
essi potessero conoscere l'abbigliamento tradizionale sardo,
un socio sassarese ottenne che l'Ente per il Turismo allestisse
la Cavalcata Sarda, che
si svolse nel mese di maggio, il giorno dell'Ascensione.
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Questa
fu la prima manifestazione che marcò la continuità.
Più tardi la giornata prescelta fu la penultima domenica
di maggio ed ancora oggi questa è la data del grande
appuntamento sassarese.
IL PROGRAMMA
Scrive Renata Demuru: "Durante la mattina sfilano cavalli,
gruppi di partecipanti, riuniti per paesi e regioni storiche,
carri, suonatori, cantanti e danzatori, mentre, dalla sera
fino a notte inoltrata, nella centralissima Piazza d'Italia,
sotto il giudizio attento di una moltitudine di persone,
si svolge uno spettacolo di splendidi balli e canti tradizionali
delle diverse parti dell'isola, accompagnati da organetti
diatonici, fisarmoniche, chitarre e dalle antichissime "launeddas",
gli strumenti a fiato diretto e continuo costituiti da tre
canne a tubo di diversa lunghezza, una per il tema musicale,
l'altra per le variazioni e l'ultima per l'accompagnamento.
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"Su
ballu tundu", "su passu torrau", "sa
danza", "su dillu" e molte altre danze sono
espressione di una Sardegna antica.
Nelle piazze e nelle strade intorno, decine di bancarelle
vendono dolci tipici, cibi arrosto, soprattutto pesci, prodotti
dell'artigianato isolano e una quantità enorme di
torrone di Aritzo e Tonara.
Alla Cavalcata Sarda è collegata anche la corsa al
Palio che si svolge all'ippodromo cittadino fin dagli anni
sessanta, ma questa consuetudine ha radici nel passato,
quando lungo il Corso Vittorio Emanuele, nei giorni di Ferragosto,
sotto il lancio di frutta a cavalli e cavalieri, si consumava
una corsa sfrenata.
Nel tempo, la sempre migliore organizzazione ha consentito
un maggior rispetto e il recupero dell'abbigliamento tipico,
poiché, come anche l'avvocato Stefano Vallero affermava
nella relazione conclusiva della Cavalcata del 1899: "
il costume è una continuazione delle tradizioni
storiche, è uno degli aspetti in cui si mantengono
le manifestazioni del carattere antico, è un culto
alle memorie del passato
"
Partecipano alla Cavalcata, spinti dagli "Issokathores"
e celati sotto scuri fazzoletti e tristissime maschere di
legno, i "Mammuthones" di Mammoiada, che procedono,
saltellando in modo cadenzato verso destra e verso sinistra,
in una sorta di danza, sotto il peso di decine di campanacci
e di sonagli, che, legati ad una corda, sopra la giacca
di pelle scura di montone, risuonano duramente e lugubremente.
Chiudono la sfilata tantissimi cavalieri che si esibiscono
in corse sfrenate e in pericolose acrobazie sui cavalli."
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La
sfilata della Cavalcata Sarda di Sassari non è un malinconico
rincontro delle perse tradizioni o di nostalgie di cose perdute, neanche è
un mero spettacolo turistico; rappresenta, invece,
l' autentica espressione attuale e viva di ogni sfumatura dei costumi tipici
di oltre 70 comunità che sfilano e della storia
antica che raccontano in ogni loro particolare. |

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