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Vini
DOC della Sardegna
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VINO CARIGNANO DEL
SULCIS
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Rosso
Rosato
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Carignano
del Sulcis Rosso
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Vitigni:
Carignano 85%. Possono concorrere i vitigni
Monica e/o Pascale e/o Alicante Bouschet fino
ad un massimo del 15%.
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Resa massima di uva in vino: 65%
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Estratto secco netto min.:
20 per 1000.
Acidita' totale minima:
4,5 per mille
Invecchiamento minimo: 5
mesi.
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Caratteristiche
organolettiche:
colore
rosso rubino piu' o meno intenso; profumo
vinoso, gradevolmente intenso; sapore asciutto,
sapido, armonico.
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Qualificazioni:
con
11 mesi di invecchiamento, può portare la qualifica
aggiuntiva "Invecchiato"
Come si consuma:
Il Carignano del Sulcis Rosso si abbina a pastasciutte
con ragù di carne, carni in umido, provolone, salsiccia
sarda e porchetto arrosto. Va degustato in calici ballon
a una temperatura di 16-18°C.
Come si conserva:
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie
vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché
questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni, e
che vengano mantenute al buio, a temperatura costante
fra 10 e 15°C e con unumidità intorno
al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.
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Carignano
del Sulcis Rosato
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Vitigni:
Carignano 85%. Possono concorrere i vitigni
Monica e/o Pascale e/o Alicante Bouschet fino
ad un massimo del 15%.
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Resa massima di uva in vino: 55%
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Estratto secco netto min.:
18 per 1000.
Acidita' totale minima:
4,5 per mille
Invecchiamento minimo: 5
mesi.
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Caratteristiche
organolettiche:
colore
rosato piu' o meno carico; profumo gradevolmente
vinoso; sapore asciutto, sapido, caratteristico,
armonico, vellutato.
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Tipologie:
Carignano
del Sulcis Doc Passito
che si ottiene applicando una tecnologia particolare che
ne determina una gradazione alcolica elevata. Le uve vengono
fatte appassire sulla pianta. Con lappassimento
si ha unuva più zuccherina e maggiormente
aromatica e ricca di estratti. Analogamente alla produzione
di tutte le tipologie di vini passiti è necessario
diraspare le uve, in quanto i raspi si presentano secchi
e dunque in grado di assorbire quantità sensibili
di alcol e conferire cattivi sapori. Occorre quindi procedere
a una pigiatura soffice. Alla fase dellammostatura
segue la fermentazione, che si blocca naturalmente al
raggiungimento di unalta gradazione alcolica. Il
vino così ottenuto viene affinato, stabilizzato
e imbottigliato.
Come si consuma:
Il Carignano del Sulcis Doc Rosato va abbinato ad antipasti
a base di salumi, piatti di pasta conditi con pomodoro
e formaggi, uova, zuppe di pesce e formaggio caprino.
Il calice consigliato è quello di media capacità
a tulipano ampio; la temperatura di 12-14°C.
La versione Passito, infine,
è ottima se degustata con ricotta fritta, in calici
di media capacità a tulipano, a una temperatura
di 10-12°C.
Come si conserva:
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie
vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché
questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni, e
che vengano mantenute al buio, a temperatura costante
fra 10 e 15°C e con unumidità intorno
al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.
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Storia
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L'area del Sulcis, all'estremita' sud-occidentale della
Sardegna, costitui' uno dei primi insediamenti Fenici
sull'isola, cui seguirono la dominazione cartaginese e
quindi quella romana.
Una delle prime colture apparse in questa zona fu proprio
quella della vite, arricchita dai popoli che si susseguirono
con l'introduzione di migliori tecniche di coltivazione
e nuovi vitigni. Per questa ragione e' difficile districarsi
nella ricostruzione di storie e leggende per determinare
la piu' probabile provenienza del vitigno oggi chiamato
Carignano del Sulcis. La tesi piu' accreditata, basata
sull'analisi dei suoi numerosi sinonimi dialettali, lo
vuole proveniente da occidente, probabilmente dall'Aragona,
in Spagna, da dove si diffuse, assumendo via via nomi
diversi, dal sud della Francia fino all'Algeria ed alla
Tunisia. In Sardegna si sarebbe concentrato nella zona
sud-occidentale grazie alla sua resistenza ai venti ricchi
di salsedine provenienti dal mare.
Per questo, come per molti altri vini italiani dell'area
mediterranea, i primi successi furono determinati dalle
sue caratteristiche di vigore ed elevata gradazione alcolica
che lo rendevano apprezzabile come vino da taglio. La
trasformazione dei vigneti attuata negli ultimi trent'anni,
ha permesso di ottenere da questi vigneti dei gradevolissimi
vini da pasto, capaci di vivere con successo una propria
vita commerciale.
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Dati
Commerciali
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Strutture
di produzione: 61 produttori.
Numero ettari iscritti: 255,52.
Quantita' max producibile: 24.530 hl.
Quantita' prodotte: 4.585 hl. (Rosso hl. 1.960; Rosato hl.
2.625). |
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Specifiche
DOC
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Zona
di produzione: il territorio del Sulcis, nell'estremita'
sud-ovest dell'isola, da Capo Teulada a S. Antioco, compresa
l'isola di Carloforte. Sono da considerarsi esclusi i
terreni male esposti, di scarso spessore o fortemente
erosi, particolarmente umidi e quelli ubicati al di sopra
dei 400 metri s.l.m..
Resa massima per ha:
160 qli.
Invecchiamento obbligatorio:
5 mesi.
Qualificazioni:
con 11 mesi di invecchiamento, può portare la qualifica
aggiuntiva "Invecchiato"
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