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Enologia
di Sardegna
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I VINI SARDI
(D.O.C.)
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La coltura
della vite e la produzione del vino in Sardegna risalgono
a tempi antichissimi. Lo attestano reperti archeologici
e documenti attestanti come la coltura della vite sia stata
praticata dai secoli VII e VI a.C.
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Il più antico vitigno dell'isola sarebbe il nuragus
e risalirebbe al periodo fenicio.
Ai Bizantini si dovrebbe, invece, l'introduzione del vitigno
della malvasia, mentre della famosa vernaccia
si parla perfino nella Carta de Logu, il codice di
diritto promulgato nel 1395 dalla Giudicessa Eleonora d'Arborea.
Per il carignano esistono due tesi: una lo vuole
introdotto dai fenici o dai cartaginesi; l'altra di provenienza
iberica. Dalla stessa penisola iberica sarebbero stati importanti
il cannonau, il girò, il nasco
ed il torbato; dai mori il monica; dai liguri,
nel XVI secolo, il vermentino; dai romani, durante
la loro denominazione, il moscato.
Non poche sono le cure che gli agricoltori dedicano alla
coltura della vite. Una fatica ancor più improba
giacché si affronta nei mesi estivi e corre sempre
l'alea degli avversi eventi atmosferici. Tanta fatica non
è però priva di soddisfazioni. Chi ha gustato
i vini sardi ne ha conservato un piacevole ricordo. E chi
ha avuto il mezzo li ha celebrati degnamente lasciandone
traccia ai posteri.
La Sardegna produce annualmente due milioni di quintali
d'uva che, con una resa pari al 75%, consentono una media
annua di un milione mezzo di ettolitri di vino.
E non mancano certo gli estimatori di un prodotto che vede
oggi riconosciuti i suoi pregi con l'inclusione di ben 19
vini fra quelli a denominazione d'origine controllata.
Ecco in sintesi le caratteristiche dei vini sardi a denominazione
d'origine controllata:
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Nome
e collegamento alla scheda
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Vitigno
e
% minimo
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Specificazioni
o
Sottozone
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Gradi
minimi
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Tipologie
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Molte varieta',
fra le quali, alcune internazionali |
indichiamo
quelle di maggiore interesse |
10%
11%
11%
11% |
Bianco
Rosso
Torbato
Rosso Cagnulari |
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Sangiovese:
85% oppure
Trebbiano: 85% |
Sangiovese,
Sangiovese rosato, Trebbiano |
11%,
10,5%
10,5%
10,5% |
Sangiovese
Trebbiano secco
Trebb. amabile
Trebbiano frizzante |
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Bovale:
80%, Pascale, Grecale, Monica max 20% |
-- |
11,5% |
Rosso |
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Cannonau:
90% |
Oliena o
Nepente, Capo Ferrato, Jerzu |
12,5%,
13%,
18%+1,
16%+3 |
Rosso,
Rosato,
Riserva,
Liquoroso secco,
Liquor. dolce nat. |
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Carignano:
85% |
-- |
11,5% 12,5%
11,5%
11,5% |
Rosso
Riserva
Rosato
Rosato Passito |
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Giro':
95% |
-- |
12+2,5%
14,5%+0,5
15%+2,5
17,5% |
Dolce
Secco
Liquoroso dolce
Liquoroso secco |
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Malvasia
di Sardegna: 95% |
-- |
14,5%+0,5
13%+2
16,5+1
15+2,5 |
Secco
Dolce naturale
Liq. secco o Dry
Liquoroso dolce |
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Malvasia
di Sardegna: 95% |
-- |
12%+2
13,5%+0,5
15%+2,5
16,5+1 |
Amabile
Secco
Liquoroso dolce
Liq. secco o Dry |
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Bovale:
35%, Cannonau: 20-35%, Monica: 20-35%, altri max 10% |
-- |
11,5%
11,5%
12,5% |
Rosso,
Rosato
Rosso superiore |
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Monica:
95% |
-- |
12%+2
13,5%+0,5
15%+2,5
16,5+1 |
Amabile
Secco
Liquoroso dolce
Liq. secco o Dry |
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Monica:
85% |
-- |
11%, 12,5%,
11% |
Rosso
Superiore,
Frizzante, Amabile |
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Moscato
bianco: 95% |
-- |
12%+3
15%+2,5 |
Dolce
Liquoroso |
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Moscato
bianco: 90% |
Spumante |
11,5% |
Bianco |
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Moscato
bianco: 95% |
-- |
13%+2
16%+3 |
Bianco
Liquoroso dolce |
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Nasco:
95%
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-- |
12%+2,5
13,5%+0,5
15%+2,5
16,5+1 |
Amabile
Secco
Liquoroso dolce
Liquoroso secco |
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Nuragus:
85% |
Secco o
Amabile |
10,5% |
Bianco,
Frizzante |
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Semidano:
85% |
Mogoro |
11%, 11,5%
13%, 11,5%
15% |
Bianco
Mogoro
Superiore
Spumante
Passito |
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Vermentino:
85% |
-- |
10,5%, 9,5%+1,
11%,
10%+1 |
Secco,
Amabile,
Spumante secco,
Spumante amabile |
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Vernaccia
di Oristano: 100% |
-- |
15%, 15,5%
15,5%
16,5
18% |
Secco
Superiore
Superiore riserva
Liquoroso
Liq. secco o Dry |
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Ma la gamma dei vini sardi è assai vasta. Oltre a quelli
a denominazione d'origine controllata, ve ne sono molti con denominazione
di vitigno o geografica, come il Vermentino
di Gallura, e perfino di fantasia.
Nell'isola di S. Antioco e nel Sulcis si produce il Sardus
Pater, un vino bianco da tavola con gradazione alcolica fra
gli 11,5 ed i 12 gradi, che si accoppia col pesce e con tutti
i piatti freddi, e va servito ad una temperatura fra i 9 ed i
10 gradi.
La bassa valle del Tirso offre il Nieddera, un vino rosso
fra i 14 ed i 16 gradi alcolici, color rubino chiaro, profumato
e dal sapore secco.
Sempre in provincia di Oristano, nel Campidano si produce il Gregu
Nieddu, rosso e di color rubino, dal profumo delicato ed il
sapore vellutato, che sviluppa dai 13 ai 13,5 gradi. Entrambi
legano con le carni, serviti a temperatura cantina.
Una serie di eccezionali vermentino è prodotta in provincia
di Sassari. Berchidda ne propone due versioni: una illustrata
fra i vini DOC; l'altra, qualificata "superiore", che
va oltre i 14 gradi. Questo vino, servito fresco, si può
accoppiare col pesce, per quanto sia preferibile come aperitivo
o da dessert. Una certa produzione esiste anche nella zona di
Alghero dove ne viene imbottigliato col nome di Capo Giglio
e sviluppa 12,5 gradi.
Sempre ad Alghero si imbottigliano il Ninfeo, un vino bianco
secco di 15 gradi e l'Aragosta, un bianco da pesce che
sviluppa 13 gradi.
Altri vini da dessert sono l'Anghelu Ruju, un cannonau
rosso liquoroso che sviluppa fino a 18 gradi e l'Embarcador,
anch'esso liquoroso che ne sviluppa 21. Entrambi sono prodotti
nella zona di Alghero.
Al noto spumante di tempio si è aggiunto di recente il
Gallura brut che viene imbottigliato ed etichettato da
una casa vinicola di Calangianus. E' realizzato col metodo champenois,
sviluppa 12,5 gradi e può ben figurare a conclusione di
un pasto raffinato.
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Il
testo di questa pagina è un estratto del sito Sardavini;
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