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Vini DOC della Sardegna
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VINO
MANDROLISAI
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Rosso
Rosato




Mandrolisai Rosso

Vitigni: Bovale sardo non meno del 35%, Cannonau 20-35%, Monica 20-35%.

Possono concorrere altri vitigni fino ad un massimo del 10%.
Resa massima di uva in vino:
70%
Gradazione alcolica minima:
11,5%.
Estratto secco netto min.: 18 per 1000.
Invecchiamento minimo:
nessuno.

Caratteristiche organolettiche: si presenta di colore rosso rubino tendente al rosso arancione con l’invecchiamento. Ha odore vinoso, con profumo caratteristico e gradevole. Il sapore è asciutto, sapido, con retrogusto amarognolo.

Qualificazioni:
con un invecchiamento di almeno due anni, dei quali uno in botti di legno, ed una gradazione alcolica minima del 12,5%, puo' portare la qualifica "Superiore".


Come si consuma:

Il Mandrolisai Doc Rosso va abbinato ad antipasti di salumi molto saporiti, primi piatti al ragù di carni saporite, grigliate di carni suine e maialetti allo spiedo alla sarda. Va degustato in calici bordolesi, a una temperatura di 16 -18°C.

Come si conserva:
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; vanno inoltre mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.


Mandrolisai Rosato

Vitigni: Bovale sardo non meno del 35%, Cannonau 20-35%, Monica 20-35%.

Possono concorrere altri vitigni fino ad un massimo del 10%.
Resa massima di uva in vino:
65%
Gradazione alcolica minima:
11,5%.
Acidita' totale minima: 4,5 per mille.
Estratto secco netto min.:
17 per 1000.
Invecchiamento minimo:
nessuno.

Caratteristiche organolettiche: si presenta di colore rosato tendente al cerasuolo. Ha odore vinoso e profumo caratteristico e gradevole, sapore asciutto, sapido, con retrogusto gradevolmente amarognolo, armonico, vellutato e caratteristico.

Come si consuma:
Il Mandrolisai Doc Rosato è ottima con antipasti saporiti, zuppe di verdura e legumi, carni bianche stufate, zuppe di pesce speziate, piatti a base di uova. Il calice consigliato è quello di media capacità a tulipano ampio, la temperatura di servizio è di 13-14°C.

Come si conserva:
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; vanno inoltre mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.


Storia


Il Mandrolisai porta lo stesso nome della zona geografica in cui viene prodotto, proprio al centro della Sardegna, tra la Barbagia e le pendici occidentali del Gennargentu, la piu' elevata catena montuosa dell'isola.
Il vitigno che caratterizza l'uvaggio del Mandrolisai e' il Bovale sardo, comunemente chiamato "Muristellu", che e' anche il nome con cui veniva individuato questo vino fin dal Settecento. La sua provenienza dovrebbe essere spagnola, legata all'arrivo degli Aragonesi in Sardegna, con una prima diffusione nella zona di Alghero.
Vitigno molto apprezzato dai viticoltori sardi, il Bovale Sardo fu immediatamente reimpiantato dopo le distruzioni determinate dalla fillossera, favorito dalla grande adattabilita' a qualunque tipo di terreno, dalla notevole affinita' di innesto con il piede americano, dalla resistenza alle piu' difficili condizioni climatiche e dalla notevole produttivita' ottenuta senza scapito alcuno per il pregio delle uve.
La maggior concentrazione di vigneti impiantati a Bovale si riscontra proprio nel Mandrolisai, dove alle tradizionali coltivazioni ad alberello si affiancano sempre piu' spesso vigneti a spalliera bassa con impianti del vitigno alla Guyot.

Dati Commerciali
Strutture di produzione: 90 produttori.
Numero ettari iscritti: 212,38.
Quantita' max producibile: 17.330 hl.
Quantita' prodotte: 875 hl.
Specifiche DOC

Zona di produzione: alcuni comuni della provincia di Nuoro ed Oristano, nel cuore della regione. Sono da considerarsi esclusi i terreni male esposti, di scarso spessore o fortemente erosi, eccessivamente argillosi, idromorfi, derivati da qualsiasi substrato e prevalentemente da quelli calcareo marmosi del miocene e dal disfacimento di rocce effusive e quelli di zone con altimetria superiore ai 750 metri s.l.m.
Resa massima per ha: 120 qli.


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