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Vini DOC della Sardegna
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VINO NURAGUS
DI CAGLIARI
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Bianco secco o amabile
Secco frizzante
Amabile frizzante




Nuragus di Cagliari

Vitigni: Nuragus minimo 85%, con eventuali aggiunte di altri vitigni a frutto bianco raccomandati o autorizzati per la zona.

Resa massima di uva in vino: 70%
Gradazione alcolica minima:
10,5% .
Acidita' totale minima: 4,5 per mille.
Estratto secco netto min.:
16 x 1000.


Caratteristiche organolettiche: All’esame visivo il Nuragus di Cagliari Doc si presenta di colore paglierino tenue, talvolta con leggero riflesso verdolino. L’odore è vinoso e gradevole, il sapore secco oppure amabile, sapido, armonico, leggermente acidulo, gradevole di buona beva.

Tipologie: si produce anche il tipo "Frizzante naturale".

Come si consuma:

Il Nuragus di Cagliari Doc Secco va abbinato ad antipasti magri e primi piatti al sugo bianco di pesce, zuppe di conchigliacei, crostacei lessati conditi con olio d’oliva. Va degustato in calici a tulipano svasato, a una temperatura di 10°C se abbinato a piatti freddi e 12°C se accostato a piatti caldi.

Come si conserva:
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; vanno inoltre mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.


Storia


Le origini del vitigno Nuragus sono molto incerte e si spingono, nelle varie ipotesi avanzate dagli studiosi, a datare la sua comparsa in Sardegna antecedentemente al XII secolo a.C., a opera di coloni immigrati provenienti dalla Fenicia.
Anche sull'origine del nome si contrappongono numerose teorie le quali tutte, per strade diverse, convergono nell'accostare il nome del vitigno a quello dei Nuraghi, le misteriose costruzioni in pietra che caratterizzano fin dal Neolitico il panorama archeologico della Sardegna.
Nel suo percorso attraverso i secoli, il Nuragus, ha avuto la ventura di uscire praticamente indenne dalle crisi determinate da epidemie crittogamiche o altre cause. Anzi, spesso questi eventi negativi si sono rivelati una buona occasione per recuperare i vuoti lasciati da altre varieta' ed espandere ulteriormente il proprio vigneto.
L'affezione dei vignaiuoli sardi per questo vitigno e' determinata in primo luogo dalla sua capacita' di adattarsi ad ogni tipo di terreno, dalla tardivita' della sua ripresa vegetativa e, soprattutto, dalla sua abbondantissima fruttificazione. Ce ne offre testimonianza il disciplinare di produzione stesso, che fissa la resa massima di uve per ettaro in 200 quintali, limite che per essere osservato impone spesso ai produttori addirittura interventi di potatura verde.

Dati Commerciali
Strutture di produzione: 1.098 produttori.
Numero ettari iscritti: 1.817.
Quantita' max producibile: 253.886 hl.
Quantita' prodotte: 20.188 hl.
Specifiche DOC

Zona di produzione: tutta la provincia di Cagliari e numerosi comuni in provincia di Oristano ed alcuni comuni in provincia di Nuoro. Sono da considerarsi esclusi i terreni situati oltre i 500 metri sul livello del mare, quelli con microclima umido o ventoso, i suoli idromorfi, salsi, eccessivamente liscivati, poco profondi, rocciosi e quelli sabbiosi delle zone costiere.
Vitigni: Nuragus minimo 85%, con eventuali aggiunte di altri vitigni a frutto bianco raccomandati o autorizzati per la zona.
Resa massima per ha: 200 qli.


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